domenica 28 febbraio 2010

Farewell, Manchester!

Ed eccoci qui, a poche ore dal definitivo rientro in terra natia, a preparare valige che esplodono ed a fare prove di quanti strati di vestiti mi stanno su contemporaneamente, onde evitare di pagare multe per sovrappeso di bagagli. Sei strati raggiunti, finora (di cui due cappotti).

L'addio è veramente prossimo, visto che il mio volo parte domattina alle 7. In realtà il vero addio è avvenuto ieri. Prima un pranzo spagnoleggiante insieme ai coinquilini Alvaro e Gloria, con tavola apparecchiata per le grandi occasioni, una tortilla de patatas deliciosa cucinata dal grande cuoco iberico Jose Alvaro ed una bottiglia di Rioja per annaffiare il tutto. La sera, dopo una cena in un tipico pub inglese, un semi-pub crawl per le vie mancuniane (per salutare la città nella maniera più inglese possibile) insieme ad un bel gruppetto di amici. Pranzo memorabile e serata splendida!
Insomma, ho purtroppo già salutato tutti quanti, e la giornata oggi sarà dedicata soltanto a smaltire un pò l'inevitabile hangover dopo la serata di ieri ed a preparare le ultime cose per la partenza.


I sopravvissuti alla serata di ieri

A questo punto si dovrebbe essere tristi perchè si abbandona tutto. Però io, nonostante mi dispiaccia immensamente di lasciarmi alle spalle uno dei periodi più belli della mia vita, non riesco ad essere dispiaciuto fino in fondo. Se quando sono partito ero molto spaventato e pessimista, adesso rientro con stimoli e prospettive nuove. Sono triste di abbandonare la mia vita mancuniana, ma non ho rimpianti: credo di aver sfruttato al meglio il mio soggiorno in terra straniera, e penso che questo periodo mi sia servito moltissimo, specie dal punto di vista della crescita personale e del morale. Partivo lasciandomi alle spalle tanti problemi, ma sono sicuro che al rientro saprò affrontarli nella maniera giusta. Ho dimostrato a me stesso che in sei mesi sono riuscito non solo ad  adattarmi ad un posto totalmente alieno, ma anche ad affezionarmici. Affezionarmi agli amici che ho incontrato, alla città, alla mia casa, al laboratorio, e persino al tempo! Chi l'avrebbe mai detto!
Insomma, il soggiorno in terra straniera ha fatto sicuramente il suo dovere, quindi posso salutarlo serenamente. E le cose e le persone che ho trovato qui sono una parte di quello che sono diventato, perciò le porterò sempre con me, non le abbandono.


Certo, sono sicuro che mi mancheranno le serate salsere in compagnia di Ben, i pomeriggi in palestra con lui che mi dice "smile GiOsseppe!" mentre vengo travolto da pesi troppo pesanti per me, le cene post-salsere a lume di candela a base di piatti incomprensibili nel ristorante mediorientale di Withington, i miei rientri notturni col bus, le serate al Salisbury con il pensatore siculo-mancuniano (benedetto il giorno in cui ho aperto gumtree), le serate al Crescent con la cricca ispano-cinese, il "che caccio dizi" di Alex e Mateo (con gesto annesso), il "be careful" di Bruce, le gite fuori porta con Gloria ed il suo "Giuseppe Giusepìn", il "feliz Navidad" di Alvaro, il "where do you fancy going for lunch?" di Toby, le lunghe passeggiate in mezzo ai parchi inglesi per raggiungere la stazione, il tizio della biglietteria di Mauldeth Road che mi chiamava Pal e che anche io chiamavo Pal (insomma, ormai eravamo diventati "du' Pal"), lo scolapasta di ferro coi cui ti scotti ogni volta che scoli (solo dei geni come gli inglesi possono fabbricare, nell'era della plastica, simili strumenti di tortura), ed ovviamente le mie wrap con insalata, due fettine di prosciutto ed una di mild cheddar cheese


Nonostante tutto ciò però sto per rientrare in un posto che è da tanto la mia casa ed in cui, nonostante presenze poco piacevoli, sto molto bene, anche e soprattutto perchè ci sta la mia ragazza, che non vedo l'ora di riabbracciare. Un posto in cui, sono sicuro, quei pochi ma buoni amici che avevo non si sono scordati di me. In più rientro con una serenità ed un equilibrio del tutto nuovi.


Prima di congedarmi dai due lettori di questo blog, ci tenevo a ringraziare alcune persone che non sono state menzionate finora, ovvero il vecchio saggio dei Dylan Dog, anche lui adesso in terra straniera, per i suoi preziosi consigli e per il suo suporto in momenti difficili...insomma per la sua amicizia, David per la fiducia e l'appoggio, Carl per avermi accompagnato nella mia prima serata alcolica mancuniana, Karen per la sua enorme pazienza nell'insegnare i rudimenti della salsa ad un noto pezzo di legno come me, Carmen per la sua cordialità e immensa disponibilità, Jim per avermi dato modo di conoscere la cricca ispano-cinese, Will e Luisa perchè, anche se non abbiamo avuto modo di frequentarci molto, saranno sempre tra i miei ricordi mancuniani, Bis e lo zio dave per essermi venuti a trovare ed avermi regalato anche qui dei momenti piacevoli.


Infine ringrazio tutti coloro che hanno seguito il mio blog in questi sei mesi, anche quelli (merde :D) che non hanno mai commentato. Probabilmente farò un ultimo post una volta rientrato in terra natia per dire come l'ho trovata dopo tanto tempo, ma sostanzialmente la mia avventura con questo blog finisce qui.

Arrivederci in altri lidi! It has been a great pleasure!!

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Well...I tried to translate my last post, in order to allow all the people I meet here to read it. Forgive me if some paragraph are badly translated :D
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So here I am, a few hours from the final return travel, preparing bursting at the seams luggages and testing how many cloth layers I can wear at the same time, so that I can avoid to pay extra money for luggage weight excess. Six layers achieved until now (two of them are coats).

The farewell is really near, since my flight is gonna leave tomorrow moring at 7. But actually the real farewell was done yesterday. Initially a hispanic lunch with my housemates Alvaro and Gloria. Table set in a very nice way, a delicious tortilla de patatas cooked by the great Iberian cook Jose alvaro and a Rioja bottle to hose all the food. Then, in the evening, after a dinner in a typical English pub, a half-pub-crawl aound the mancunian streets (so say goodbye to the city in the English way) with a nice party. Memorable lunch and great night!
In hort, I've already said goodbye to everyone, unlikely, and today will be spent in sobering up and to arrange the last things before going away.

Normally I should be sad at this point, 'cos I'm about to abandon it all. Nevertheless, although I'm hugely sorry to quit one of the most beautiful periods of my life, I cannot be sad to the whole hog. If when I arrived I was scared and pessimistic, now I'm going back with new motivations and prospects. I'm sorry to go away, but I got no regrets: I think I exploited my abroad period in the best way, and I'm sure it was really useful for me, expecially from the point of view of my personal growth and my mood. I went away from Italy leaving a number of issues there, but I'm sure I'll be able to face them in the right way. I proved to myself that in six months not only I managed to adapt to a totally new place, but I even grew fond of it. I grew fond of the friends I met, of the city, of my home, of the lab, and even of the weather! Who could have thought it?
In short, my stay here did surely his duty, so now I can serenely say goodbye to it. Things and people I found here are now part of what I become, so I'll bring 'em with me forever, I'm not abandoning 'em.

Well, of course I'm sure I'm gonna miss the salsa nights with Ben, the evenings in the gym with him saying "smile GiOsseppe!" while swept away by too heavy weights, the post-salsa candlelight dinners with incomprehensible food in the middle-eastern restaurant in Withington, my night returns by bus, the nights spent at the Salisbury with the sicilian-mancunian thinker, the nights at the Crescent with the hispanic-chinese crew, the "che caccio dizi" by Alex and Matey (with the proper gesture as well), the "be careful" by Bruce, the trips with Gloria and her "Giuseppe Giusepìn", the "feliz Navidad"by alvaro, the "where do you fancy going for lunch?" by Toby, the long walks through the English parks to reach the railway station, the guy at the Mouldeth Road ticket office who was calling me Pal and I was calling Pal too (here there is an untranslatable italian pun :D ), the iron colander that burns you every time you drain pasta (only a genius like an english person can create, during the plastic era, such a stocks), and obviously my wraps with salad, two slices of ham and one of mild cheddar cheese.

Nonetheless I'm going back to a place that has been my home for a long time and where, in spite of some unpleasant presences, I feel very good, even and mainly 'cos there is my girlfriend, who I'm looking forward to hug again. A place where, I'm sure of it, the few good friends I have didn't forget me. In addition, I'm going back with a brand new serenity and balance.

But before saying goodbye to the two readers of this blog, I'd like to thank some people I haven't mentioned so far, i.e. the Dylan Dog old wise man, who is now abroad as well, for his precious advices and for his support in the hard times...in short for his friendship, David for the trust and support he gave me, Carl for having been with me in my first alcoholic mancunian night, Karen for her huge patience in teaching the basis of salsa to a "wooden" dancer like me, Carme for her kindness and great helpfulness, Jim for having given me the possibility to meet the hispanic-chinese crew, Will and Luisa 'cos, even if we didn't hang out a lot, they'll be always present between my mancunian memories, Bis and the uncle Dave for having come to visit me, and for the good times we spent even here.

Finally I'd like to tank all the people who followed me in this blog during these months, even those (fuckin' shits! :D) who never wrote any comment. Probably I'll post again once back in Italy to tell how I found it after such a long time, but essentially my adventure with this blog ends here.

Goodbye somewhere else! It has been a great pleasure!!

sabato 20 febbraio 2010

Lovely english ale!

Da quando sono in terra straniera mi sono adattato a tante cose. Cose a cui prima di venire non avrei mai pensato di riuscirmi ad adattare. Cose che prima avrei considerato folli ed infattibili, e che invece adesso riesco a fare persino con piacere.
Mi sono adattato a lavarmi la faccia la mattina con l'acqua gelida, visto che qui usano un lavandino per l'acqua calda ed uno per quella fredda, ed è molto scomodo usare entrambi. Mi sono abituato ad andare in giro per le strade senza guanti o cappello con temperature sotto lo zero senza avere freddo. Mi sono abituato a mangiare il cibo inglese, dove per cibo inglese si intende cibo cinese, indiano, tailandese, e qualche volta anche inglese,e gustarlo pure.

Ma soprattutto mi sono adattato alla birra!

Chi mi conosce, o mi conosceva, sa bene che io sono sempre stato l'astemio per eccellenza (astemio era anche il mio nick in un blog dal discutibile destino). Non mi è mai piaciuto bere alcohol, men che meno la birra, visto che odio anche le bevande frizzanti.
Eppure in UK se vuoi avere una vita sociare un paio di boozes te le devi fare durante la settimana, non c'è storia! Le prime volte prendevo, giusto per compagnia, le solite birre che si trovano anche in Italia, con speciale preferenza per la Guinness, visto che la consideravo poco sparkling, prendendo rigorosamente una mezza pinta, anche se qui la mezza pinta è notoriamente for the ladies. Ed ovviamente mi esibivo nelle mie solite e famose smorfie da alcohol. 


Tipico scorcio da pub inglese con l'immancabile sfilza di ales

Tuttavia devo ammettere che nel tempo ho imparato ad apprezzare la vera birra inglese, che tanto differisce da quella che si trova in terra natia. Innanzitutto è più figa a vedersi...anche il "dispenser" è diverso. Visto che la birra è molto poco frizzante le normali "spine" non funzionano, e per versarla nel bicchiere è necessario pomparla. Quindi il macchinario per servirla ha un non so che di tradizionale ed artigianale, molto affascinante. La birra in sè ha un colore molto scuro (quasi opaco) ed una schiuma molto densa, quasi pannosa. Il sapore è generalmente molto corposo e quasi sempre praticamente non frizzante. Con queste premesse sono riuscito ad abituarmi alla maniera inglese di socializzare, ed addirittura a godermi quelle tre o quattro pinte che normalmente si prendono quando si esce la sera. E devo ammettere che quando rientro a casa la sera "particolarmente allegro" dopo qualche pinta di old peculier tracannata al The Salisbury (magnifico pub conosciuto grazie al pensatore anglo-mancuniano prossimo a migrare a sud), sono davvero contento di essermi adattato anche a quest'aspetto della vita mancuniana!


Chi l'avrebbe mai detto? Io non di certo...

venerdì 19 febbraio 2010

Battute finali

E' molto tempo che non scrivo, purtroppo, ma ultimamente ho avuto davvero poco tempo per me stesso. Sono parecchio impegnato in lab: come al solito le scadenze si accumulano e tocca far tutto di fretta. In compenso però sto imparando cose nuove, e ne sono contento.

Devo dire però che la mia vita, dall'ultima volta che ho scritto, si è un pò appiattita. Tra lavoro e sole varie da vari amici, è ormai tanto tempo che non passo una bella serata fuori. Causa lavoro pressante ho anche dovuto interrompere palestra e salsa. Unica nota di colore è che lo scorso weekend è venuto a trovarmi lo zio Dave, che ha mantenuto la sua promessa (e che ringrazio nuovamente), con il quale siamo andati ad assistere in centro al capodanno cinese. Draghi, bambini vestiti da imperatore,e China town che sembrava un set di un film ambientato a China town (cit.)

Insomma la vita procede tranquilla, anche se fin troppo. Probabilmente non era il modo in cui immaginavo avrei finito il mio lungo periodo qui, ma alla fine dei conti non importa. Mi sono goduto la permanenza finchè ho potuto, e i periodi piatti e lavorativamente impegnanti capitano. Magari questo è arrivato nel momento meno opportuno, ma non c'è facoltà di scelta, quindi lo accetterò con serenità. Se non altro tornerò a casa più contento! :)

Comunque, per ravvivare un pò la situazione, passerò metà della mia ultima settimana in terra straniera a Barcellona (tanto per cambiare!). Vedremo cosa ne verrà fuori.

Dopo un post fin troppo tranquillo, ma sorprendentemente sereno, me ne vado a letto, che domani sveglia presto: si continua a lavorare con le Qt!

Buonanotte!

giovedì 4 febbraio 2010

A meno di un mese dal rientro

Ebbene sí, il mio tempo in terra straniera sta per esaurirsi! Sembrava lungo, ma é sembrato che passasse in un momento.

Nonostante l'addio si avvicini sempre piú, sto cercando di sfruttare anche quest'ultimo mese e comportarmi come se fossi appena arrivato.
La mia vita quotidiana é sempre piú piena ed impegnata, non solo a causa del lab. Innanzitutto per la palestra, che mi tiene parecchio occupato. Quando ci vai con un palestrato fissato non ci sono alternative: devi andarci e passarci la giornata. Ma mi ci faccio trascinare piú che volentieri. Poi, ovviamente, la salsa! Ultimamente sono un pó piú pigro del solito a riguardo, ma continuo ad andarci quasi con costanza. E domani sera mi aspetta una serata salsera in un locale. E' la seconda volta che ci vado, e la prima non é andata male, ma sono sicuro che ricadró nella situazione in cui dopo 30 secondi non sai piú che cosa far fare alla tua follower. Follower tra l'altro abituata ad essere coinvolta in figure lunghe e astruse. Insomma, dilettanti allo sbaraglio. Ma va bene cosí.

Inoltre ho acquisito l'abitudine settimanale di andare a prendere un paio di pinte di birra con un amico italiano, il famoso pensatore siciliano, abituato a farsi un paio di whiskey prima di uscire di casa. Serate che finiscono piú o meno tutte alla stessa maniera (facilmente intuibile). Proprio stasera, dopo palestra e un'oretta di salsa, ci incontreremo, insieme all'amico anglo-rriggitano di cui sopra. Comunque l'argomento birra sará probabilmente trattato in futuro in un post dedicato.

In piú, questo weekend sono andato ad Edimburgo, o meglio "Edimbrá", come lo pronunciano qui (contenti loro...). Una cittá bellissima, costruita su piú livelli, con ponti e ponticelli, una castello che troneggia in cima ad una collina, una cittá antica completamente sotterrata da quella nuova (visitabile con vari ghost tours), ed uno splendido golfo nelle immediate vicinanze, con tanto di isolette nel mezzo. Un posto dove hanno le sterline coniate dalla Bank of Scotland, che non hanno valore legale in Inghilterra, diverse in tutto e per tutto da quelle inglesi. Un posto dove per le strade incontri gente in giacca, cravatta e kilt a quadrettoni verdi (in barba ai luoghi comuni), ed in cui gli ostelli sono ricavati dentro le chiese, con le stanze senza tetto e senza riscaldamento. Ma con in compenso una massive scottish breakfast a sole 4 sterline per iniziare la giornata.
Unico piccolo inconveniente del viaggio, nonostante la fortuna di trovare le uniche due giornate soleggiate dell'anno, ho patito il freddo come non mai. Nonostante fossi vestito parecchio piú pesante di come sono di solito a Manchester (ormai sono abituato al debole freddo mancuniano...sto diventando un uomo vero!), era una pena uscire dai pub per immettersi in strada.


Insomma, tutto questo lungo post per dire che la vita continua molto bene, anche se la deadline del primo marzo incombe. Mi godró al massimo anche quest'ultimo mese!

venerdì 22 gennaio 2010

L'iniziazione al leisure centre

Il fitness é sempre stato la mia grande passione, come tutti quelli che mi conoscono, o mi conoscevano, sanno bene. Per questo, a poco piú di un mese dal mio rientro in terra natia ho deciso di fare il grande passo ed iscrivermi in palestra qui a Manchester. Onde poi eventualmente continuare una volta rientrato a Pisa. Nella zona dove vivo, Withington, ce n'é praticamente una sola, frequentata da tutta la gente del quartiere ovviamente, che dicevano fosse abbastanza decente.

Quindi, al seguito del mio amico francese, il lunedí della settimana scorsa vado lí in modo da dere un'occhiata e magari iscrivermici. La prima cosa che si nota entrando é che ci sono duemila robe per il cardio (cyclette, tapis-roulants, stepper, strane robe simil-sciistiche) e relativamente pochi attrezzi pro-pompaggio. Questo direi la dice lunga sul fatto che il problema principale degli inglesi sia il grasso in eccesso (o magari che Withington abbia una popolazione prevalentemente femminile, cosa che sinceramente non ho avuto il piacere di notare). All'uscita, ovviamente, troneggia una macchinetta che dispensa le peggio porcherie caloriche, in modo da reintegrare immediatamente quello che si é buttato giú.

Dopo una rapida occhiata in giro decido che la palestra é degna di me, e quindi chiedo di iscrivermi. E fin qui sembrerebbe tutto semplice, se non fosse per il fatto che la tizia mi dice (al ritmo di 300 parole al minuto in mancuniano pesante) che per iscrivermi devo sottopormi prima all'induction! E che per farlo devo prendere un appuntamento. Sará una cosa lunga e complicata, mi dico. Cosí prendo un appuntamento per il mercoledí e me ne rientro a casa con la coda tra le gambe, impaziente di sottopormi a questo meraviglioso rito di iniziazione.
Il mercoledí vengo contattato dal leisure centre (mica gym...le gyms sono per i pivelli), che mi dice che causa maltempo il gran sacerdote addetto alle iniziazioni non sarebbe stato disponibile per tutta la settimana. In effetti eravamo nel mezzo di una bufera di neve. Effettuare il rito senza di lui non se ne parla, né tantomeno iniziare senza averlo fatto, perció spostiamo l'appuntamento di una settimana.

Cosí l'altro ieri mi presento tutto emozionato in palestra, pronto ad assistere al sacrificio di una vergine il cui sangue sarebbe stato spalmato sulla lat machine prima di farmici sedere. Dopo aver compilato un questionario in cui dischiaro sotto la mia responsabilitá di non avere malattie cardiovascolari, di non avere le ossa rotte, di non mettermi le dita nel naso e di non russare la notte se sono steso di fianco, mi viene detto che prima di iniziare il rito devo pagare. Non per il mese o per l'iscrizione, ma proprio per l'inducion! E pare il costo delle vergini sacrificali in UK si aggiri intorno alle 12 sterline e 30!! Sticazzi!
Comunque, una volta sbrigata la questione economica, mi accingo a diventare un membro della confraternita insieme ad altri 5 iniziati (ce n'era anche un altro, ma l'istruttore si é rifiutato di farlo assistere perché sei persone era il numero massimo).

La complicatissima procedura é consistita in 8 minuti (cronometrati) in cui un tizio ci mostrava, molto sommariamente, come utilizzare alcuni attrezzi. Cosa che tra l'altro penso che chiunque di noi sapesse fare giá di suo. Alla fine un coro di angeli ha intonato una lode al dio delle palestre, in mancuniano stretto, e quindi siamo stati finalmente ammessi ad usare i sacri macchinari.

Adesso si puó cominciare a far palestra come dio comanda!

lunedì 18 gennaio 2010

Il riposo del guerriero

Pigiama e vestaglia, seduto sul letto a gambe incrociate, con il letto disfatto a metà. Nella bocca il forte sapore del pecorino sardo che tanto mi era mancato, misto a quello, molto meno intenso, del solito wrap con caesar salad (privata della sua componente "cesarea") e qualche fettina di prosciutto confezionato, conservato nella vaschetta in una posa fintamente vaporosa.
Probabilmente questa scena può sembrare un pò triste, e forse lo è anche un pò, ma in questo momento per me è il paradiso!

Questi ultimi giorni sono stati intensi e massacranti. Come precedentemente accennato, é venuto a trovarmi in terra straniera quel famoso personaggio noto ai piú con l'appellativo di Beppe il Sardo (di cui abbiamo una diapositiva), che adesso si sta godendo la metropoli londinese, e che ringrazio ancora per la visita.


Beppe il Sardo che dimostra di essere uno con le palle

Le suole delle nostre scarpe si sono assottigliate, i nostri fegati sono stati messi a dura prova e non si può dire che abbiamo passato le giornate dormendo. Giorni piacevoli e molto divertenti, ma decisamente stancanti.

Tutto questo discorso per tentare di giustificare il fatto che, a sei settimane esatte dal mio rientro definitivo in terra natia, sto "sprecando" una giornata a oziare, quando dovrei essere al corso di salsa? Forse, ma sono certo che una giornata come questa ci voleva. Ed il fatto che sei mesi fa non avrei minimamente sopportato una giornata come questa mi fa credere che probabilmente l'esperienza mancuniana qualcosa mi ha insegnato.

E ciò non può fare a meno di farmi sorridere...

domenica 17 gennaio 2010

Io penso...

Serata semidelirante ieri sera, ma dagli interessanti risvolti filosofici. D'altronde la presenza di un'autorità morale e letteraria come Beppe il Sardo non poteva mancare di portare a tali sviluppi. Quella che è partita come una tranquilla riunione tra italiani (o aspiranti tali) in un posto mezzo "posh" in centro, si è rivelata un'occasione di riflettere su quello che davvero siamo e facciamo nella vita: io sono un dottorando di ingegereia informatica, lui è venuto a trovarmi, e tu?

Io penso...

Si, principalmente penso. Ogni tanto ho l'hobby di fare qualche attività lavorativa, ma fondamentalmente penso...così le nostre menti (e quelle di un napoletano appena conosciuto) sono state aperte alla verità dal pensatore Angelo, un caro amico sicul-mancuniano. E a parte di questa scoperta sono stati messi anche tre o quattro simpatici avventori di un pub inglese per veri ubriaconi, che vendeva una original mancunian beer: la "Dark Domination"! Il ragazzo greco ha fatto orecchie da mercante, concentrandosi su Berlusconi e sui sardi che sono tutti fascisti (parole sue, io mi dissocio, n.d.r.), due di loro me li son persi, ma Steve, il tizio inglese, ha sicuramente apprezzato e fatto suoi i preziosi insegnamenti.

Un pò meno forse hanno apprezzato i camerieri di un ristorante cinese notturno, ma questa è un'altra storia...

lunedì 11 gennaio 2010

Back in a snowy Manchester!

Dopo le vacanze di Natale piú lunghe della mia vita, eccomi rientrato in terra straniera!

Per evitare di annoiare le masse (e perche sarei un pó OT rispetto al blog), evito di dare i soliti troppi dettagli su come sono andate le vacanze nella natia terra rriggitana. Facía cardu, i pratali 'ndi mangiammu (erunu bboni), jocammu e' carti (spuliciammu i soliti fissa), a zzita staci bbonu, ficimu cenoni e pranzi, a via marina era bbella chí luci, megghiu ccá o megghiu a Manchester? (citazione colta), u papá tu' salutu! Unica nota che mi sento di proporre in italiano corrente é che per capodanno non ho fatto praticamente nulla (anche se ero in un posto carino con gente simpatica) perché sono stato male dalla sera del 31 alla sera dell'uno...giusto per coronare l'annata!

E dopo avervi ammorbati con dettagli inutili e fuori luogo che poche righe fa ho spergiurato di risparmiarvi, ritorniamo a noi: il rientro in terra straniera con l'anno nuovo.

In questo periodo Manchester assomiglia all'incirca alla Siberia: la spruzzata di neve di cui mi beavo prima di partire si é trasformata in una situazione permanente ed amplificata! Ogni strada, ogni casa, ogni marciapiede, ogni parco, ogni giardino é coperto da uno strato massiccio di materia bianca sporca, dalla quale spesso fuoriescono strane escrescenze umanoidi con sciarpa, cappello e lignee mani scheletriche (specie nei parchi e nei giardini). Ovviamente fa freddo, ma é un freddo a cui non sono abituato (sará freddo secco? Chiedo a qualche novello Giuliacci). Nonostante si vada sotto zero, e anche di parecchio (le tubature del lavandino del bagno si sono gelate), se ti copri, anche non proprio pesantemente, non hai tutto quel freddo; peró ogni parte del corpo che viene lasciata scoperta si ghiaccia all'istante e cade a terra frantumandosi in mille frammenti taglienti e scintillanti. Per questo vado in giro con sciarpa, guanti, cappello e quant'altro. C'é da dire che tutto ció non mi disturba affatto, anzi sono davvero felice di passare un inverno, credo l'unico della mia vita, con la neve. Se non ci fosse stato il rischio di avere il volo da Roma cancellato, sarebbe stato perfetto!

La mia vita qui é ripresa al 100%, ho ripreso a lavorare in un vuoto laboratorio sempre piú congelato, esco la sera con i vari amici di sempre (ho risistemato il mio tasso alcolico in modo di adattarmi alle norme inglesi), ho ripreso i corsi di salsa scoprendomi (senza sorpresa) un pó arrugginito e mi sono rimesso a mangiare piadine arrotolate con l'insalatina dentro. Anche il mio amico Pal sta bene.
Ieri per la prima volta ho visto un film in un cinema inglese, in lingua originale, insieme ad un mio novello amico anglo-rriggitano. Per non avere eccessivi traumi ho visto la prima parte de Il Padrino, sperando che gli accenti italiani potessero aiutarmi a capirci qualcosa. Inutile dire che se non avessi giá conosciuto la storia ed i dialoghi sarei uscito dal cinema chiedendomi che senso avessero avuto le ultime tre ore della mia vita!
Comunque, per quanto riguarda l'inglese devo dire che non ho notato un peggioramento rispetto a quando sono partito, cosa che cerco ostinatamente di attribuire al fatto che ormai ho fatto l'orecchio alla parlata inglese, piuttosto che al fatto che peggio di com'era non poteva essere!
Insomma la vita inglese continua piacevolmente, tra l'ennesima intenzione di iscrivermi in palestra, il progetto di un viaggio a Dublino, gli scervellamenti per partorire un personaggio per Neverwinter Nights 2 (suggerimenti sono ben accetti), la lettura di un enorme tomo di Stephen King (in italiano, ovviamente) e, udite udite, l'imminente visita di Beppe il sard 'O Sullivan El Frio Leonardo Laigi Rulez Angotzi che, sfidando il freddo e la tradizione della gente di promettermi di venire a trovarmi e poi mollarmi sola, venerdí sará in terra straniera e si fermerá qualche giorno! Grazie BIS!

Alla prossima, buon rientro alle solite mansioni abituali, spero possa essere piacevole come il mio!

giovedì 17 dicembre 2009

White Christmas!

Mentre auguro a tutti i miei 2 lettori (di cui uno sono io) tanti auguri per le feste, ed una buona serata, ci tenevo a notificare che il cielo mancuniano ha voluto salutarmi nella maniera migliore possibile: con una bella nevicata! Almeno prima di andare a Reggio ed accendere il camino, che fa molta atmosfera, aprendo le finestre per non morire di caldo, ho avuto anche io un assaggio del white Christmas che in Inghilterra sono soliti avere!

Domani alle 4 di mattina partirò alla volta del natio borgo selvaggio, e dopo un piacevole e comodo viaggio di 14 ore, nel tardo pomeriggio sarò pronto e pimpante in quel di Reggio Calabria.

Devo dire che un pò Manchester mi mancherà....un bel pò!


La mia casina innevata


venerdì 11 dicembre 2009

Mancunian frozen dew

Stanotte ho dormito come un bimbo, tanto che non mi sono accorto per nulla che durante la notte la nostra casa é stata sollevata di peso da una squadra di elicotteri e trascinata all'interno del museo delle sculture di ghiaccio.

Immaginatevi la mia sorpresa quando uscendo di casa mi sono ritrovato nel rengo del gelo. Non che facesse poi tanto freddo, c'era anche il sole (prova ulteriore che non mi trovavo a Manchester), ma al posto dei soliti pratini inglesi ve n'erano perfette risotruzioni di ghiaccio. Ai bordi delle strade erano parcheggiate macchine bianche con finestrini opachi e gelidi.



Devo dire che la ricostruzione del mio quartiere é stata fatta in maniera molto accurata, anche se il parco vicino casa sembrava il fondo di una pista da sci! C'era anche una stazione uguale a quella dove prendo il treno, con il mio amico Pal alla biglietteria (nella versione originale, di carne), e con la platform edge completamente ghiacciata.

Quando sono arrivato in lab il mio collega Toby mi ha detto che da queste parti per tutto l'inverno la rugiada (che in inglese si dice dew) gela e, anche se non si muore di freddo, sembra di essere in mezzo alla neve.
E' piú che chiaro che anche casa sua é stata spostata stanotte ma lui non se n'é accorto, perció ha trovato una balorda quanto improbabile giustificazione scientifica di quello che ha visto...che ingenui questi inglesi!

domenica 6 dicembre 2009

Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare...

Ultimamente ho avuto modo di parlare con una persona che appartiene al mio passato, e questo mi ha dato modo di rendermi conto che negli ultimi anni sono cambiato moltissimo. Molte delle persone che mi conoscevano, adesso stentano a riconoscermi.
Dopo un periodo travagliato pieno di delusioni, grandi indecisioni risolte non senza riserve, zite abbandonate e abbandonanti, amori intensi nei confronti di immagini illusorie di persone o vite perfette, impegni poco edificanti o poco formativi, sedicenti amiche alla fine poi non tanto speciali, batticuori insulsi e disperati, dubbi profondi, spiragli chiusi, dolci e importanti assestamenti, sedicenti amici con la sindrome della crocerossina, quotidianità stravolta, cambio del metabolismo e fuga oltralpe per fuggire i problemi, immagino che sia abbastanza normale che adesso, guardandomi allo specchio, veda una persona diversa.

Mentre i cambiamenti sono cosa abbastanza normale, però, noto che col tempo ho perso il controllo della mia vita. Probabilmente anni fa la gente mi avrebbe visto come un patetico nerd buonista e fissato, che si opponeva troppo a cose alla fine non poi così importanti, e che si lanciava con tutto se stesso in attività futili.


Ma ci credevo.


Adesso sarò anche cresciuto e maturato, ma la maturità mi ha trasformato in un essere disilluso e privo di entusiasmo (si, me la ricordo la parola, cara lettrice in incognito), seppur prima veniva riposto in stupidaggini. Questa è la mia immagine che scaturisce dopo qualche giorno di pensieri e discussioni con chi mi vuole bene, con chi me ne voleva, ed ovviamente con il vecchio saggio dei Dylan Dog, ultimamente pensieroso di fronte ad un bivio importante.


Sembrerà strano, però, ma queste cose di cui mi rendo conto adesso non mi dispiacciono affatto. Sono un buon punto di partenza per riscoprire il mio entusiasmo ed il mio essere fiero di me stesso e dei miei sogni, per quanto stupidi: una cosa che nel bene o nel male è stata quasi una costante nella mia vita, e che adesso mi rendo conto di avere davvero fretta di reintegrare.


Da oggi si volta pagina. All'indietro.

lunedì 30 novembre 2009

Again in London to increase my self-esteem


Nelle ultime settimane avevo notato come il mio inglese, da quando sono qui, non fosse affatto migliorato. Anzi alle volte mi sembrava addirittura peggiorato!

Per fortuna lo scorso weekend sono andato a Londra! Nulla fu mai piú favorevole per la mia autostima linguistica! Quando la gente parlava, si capiva tutto! Ovviamente qualche "sorry" l'ho sfoggiato con fierezza, ma quel che conta é che ho potuto davvero accorgermi dei miei miglioramenti.


Pertanto ci tengo a ringraziare Alfrizz per l'ospitalitá e per la serata folle, Davide per l'ottimo cinese, ed ovviamente tutta la popolazione londinese per la proprietá di linguaggio!

Maledetto accento di Manchester!!!

martedì 24 novembre 2009

Il mondo é piccolo...

Nonostante da quando sia qui abbia conosciuto tanta gente, alla fine persone che abitualmente frequento a Manchester sono bene o male sempre le stesse, relativamente limitate in numero. Sono principalmente: i miei coinquilini (ovviamente), un gruppo di studenti Erasmus dell'univestitá di Salford (quella dove anch'io lavoro) che ho conosciuto tramite la mia padrona di casa, e Ben, un ragazzo francese conosciuto al corso di salsa.

La popolazione mancuniana conta mezzo milione di unitá secondo alcuni, due milioni per chi considera le periferie (o la contea, o la provincia...non si capisce nulla, visto che ognuna di queste cose si chiama allo stesso modo). In ongi caso, possiamo dire che a Manchester siamo in parecchi, indubbiamente!

Le due affermazioni, seppur sembrino totalmente scorrelate, forse aiuteranno a comprendere meglio la paradossalitá della situazione in cui mi sono trovato sabato sera.
Sono uscito, insieme a Ben, per andare ad incontrare Alex, uno del gruppetto degli Erasmus, che era a cena in centro con due sue amiche. Il ristorante dove cenavano era uno dei miliardi di Nando's che si trovano a Manchester. Appena mi vede, Alex mi dice "ho incontrato una persona che conosci".
Visto che la comitiva era formata da spagnoli, i gestori del ristorante hanno pensato bene di farli servire dal loro cameriere spagnolo, il mio coinquilino Alvaro, per la precisione!
Io sapevo che alvaro lavorava al Nando's, ma non avevo idea che lavorasse proprio in quello lí. In piú ci lavora solo un paio di sere a settimana. Quante probabilita c'erano che succedesse una cosa del genere, visto tra l'altro che i miei amici spagnoli cenano a casa praticamente sempre, e che erano al Nando's perché all'Hard Rock Café non c'era posto?

"Cavolo, che casualitá!", mi son detto "Comunque Alvaro, questo é Ben, un mio amico francese".
Ma Alvaro mi ha risposto: "Ci conosciamo giá...ti ricordi che quando sei venuto a vedere la casa c'era un altro "aspirante" alla tua stanza, che ha visitato la casa il giorno successivo? Era lui."

Ci ho messo una mezzoretta per riprendermi dallo shock!

venerdì 20 novembre 2009

Piccoli salsieri crescono

Continuo a stupirmi ogni giorno di più...non solo mi sono iscritto a ben DUE (e dico due) corsi di salsa, ma oggi ho deciso di passare dal corso beginner a quello advanced! Daltronde, quando uno ha il ritmo nel sangue, cosa volete che siano un paio di crossbody o qualche stupido ladyturn? (nomi inglesi ovviamente...quelli spagnoli sono per i pivelli!) Bisogna passare a qualcosa di più impegnativo!
Anche perchè con il mio amico Ben abbiamo deciso che, succeda quel che succeda, noi il 12 Dicembre andremo al Copacabana, un noto locale salsero mancuniano. E visto che di lavoro ne abbiamo da fare, sarà meglio andare subito sul pesante.

Bene, quindi oggi con questi pensieri ottimisti arrivo alla lezione advanced di salsa, ma mi vengono i brividi quando vedo che quei due pretendevano di insegnarmi questa cosa qui! Un "semplice" crossbody and ladyturn with double turn and cazzabbubbolevariecheilnomeèpiùlungodellafigurastessa.

Ma devo dire che la magia della salsa ha fatto sì che, dopo averla vista eseguita una decina di volte, la figura non sembrasse poi così difficile. E così, tra una bestemmia e l'altra (mia e della mia "follower" di turno) sono riuscito a tirare fuori qualcosa di sensato! Ho addirittura ricevuto i complimenti dell'insegnate, stupita di vedermi così "happy with that" la prima volta che imparavo una cosa di questa complessità!

Che dire...Copacabana, tieniti pronto!!!

venerdì 6 novembre 2009

Could I have a panini, please?

Ci sono cose che non riesco a mandar giú...che proprio non sopporto,e che mi restano come chiodi fissi. Chi mi conosce, o mi conosceva, lo sa.
Al top, naturalmente, ci sono le gelaterie che ti fanno pagare il gelato mentre ce l'hai in mano, e non prima di servirtelo, a cui un giorno dedicheró una discussione apposita, vista l'importanza del problema.

Ma la fissazione che voglio condividere con voi oggi riguarda il modo in cui gli inglesi usano la parola panini. Il suddetto sostantivo é il modo che hanno gli inglesi di indicare la parola italiana "panino".

Si, il singolare. Tanto che il plurale é paninis.

Ora dico io...se ci tenete a tradurre a cazzo dall'italiano dite panino/paninos, ma "paninis" non si puó davvero sentire! Non ha senso! Quando passo davanti ad una paninoteca non posso fare a meno di distogliere lo sguardo...

Sono malato, dottore?

lunedì 2 novembre 2009

Hallowe'en night!

Come preannunciato nella puntata precedente, lo scorso sabato ricorreva la notte di Hallowe'en (si, mi garba scriverlo con l'apostrofo, anche se si puó scrivere anche senza...)!
Il modo in cui gli inglesi vedono questa ricorrenza é un pó singolare. Seppur abbia origini inglesi, Hallowe'en é considerata importante principalmente in USA e Canada, e gli inglesi non la sentono molto come una ricorrenza. Tuttavia la globalizzazione ha rispedito loro una festa che loro stessi avevano inventato, e che si erano portati via oltreoceano.
Perció non si vedono molti bambini che girano per le case chiedendo caramelle con la scorta di uova marce al seguito (anche se qualcuno lo si incontra), ma in compenso le strade sono stracolme di gente mascherata, a partire da una settimana prima! Non c'é pub, ristorante, bar, mensa, negozietto, o altra attivitá commerciale che non sia agghindata a tema ed i cui commessi non siano vestiti da zombie, vampiro, strega o cose cosí. In piú, visto che qui non esiste il carnevale, molta gente approfitta dell'occasione per mascherarsi da quello che gli pare, anche se non ha nulla a che vedere con l'argomento "mortuario". Insomma, anche se non come in America, Hallowe'en ha finito per diventare un evento "sentito" anche qui.

Io non sono mai stato molto attratto da questo genere di cose, ma visto che son qui ho deciso di sfruttare l'unica occasione che avevo, e agghindarmi anche io a dovere!

Sabato mattina, insieme ad alcuni amici spagnoli e cinesi, siamo andati in cerca di un costume per la sera. Ci hanno indicato un posto in centro che da fuori non diceva nulla: una porticina che dá su una scala. Dentro é un negozio di roba alternativa a piú piani con una struttura semilabirintica pieno di roba decisamente assurda! Altro che Camden Town!! Un piano era totalmente dedicato ai costumi di Hallowe'en. Che, tra l'altro, costavano un botto!
Alla fine decidiamo per un sobrio traverstimento da un ibrido spettro/zombie/vampiro come andava tanto di moda quest'anno: una "economica" tunica nera con effetto strappato, un bel pó di cerone bianco in faccia, e sangue finto (venduto nelle comode fialette dall'aspetto molto ospedaliero) un pó ovunque. In piú ho deciso di coronare uno dei miei sogni di bambino e spendere altre 10 sterline per una maschera di gomma integrale (la maschera, non la gomma). Di quelle che dopo 10 minuti non le tolleri piú e te le devi levare! Una sterlina al minuto, insomma.


A grande richiesta, ecco una delle foto della serata

La serata é stata una bolgia totale, locali strapieni e gente in giro per le strade fino a tarda notte. Dopo una sosta in un tranquillo pub un pó fuori mano (dove due o tre persone erano anche vestite normalmente) siamo stati in un locale in centro, simile alla discoteca rock della sera prima. Forse la musica era un pó meno rock, ma la puzza era esattamente identica!

Nella mia personalissima classifica di gradimento dei costumi, sul podio possiamo trovare: Un tizio vestito da Frankenstein che beveva la birra da un apposito bicchiere a forma di mano mozzata e insanguinata, un altro vestito da Dr. Zoidberg, con tanto di chele, ed infine uno vestito come il mitico omino deboluccio, occhialuto e con pantaloncini ascellari della pubblicitá del Mr. Muscolo idraulico gel ("facciamolo usare a chi di muscoli non ne ha").

Come ciliegina sulla torta, son rientrato a casa alle 4 di notte senza un giubotto (che avevo lasciato a casa di amici per non rovinare il mio aspetto spettrale) sotto la pioggia scrosciante.
Ma nei momenti di sconforto pensavo a come doveva passarsela Mr. Muscle sotto la pioggia con la sua canottierina a righe e i pantaloncini, e questo mi dava la forza di continuare...

sabato 31 ottobre 2009

Mancunian friday night!

Ieri sera il mio amico francese conosciuto al corso di salsa è riuscito a trascinarmi fuori di casa, nonostante fossi stanchissimo (come poter controbattere a "Let's get out man, don't do the grandfather!"?), e devo dire che la serata si è rivelata molto molto piacevole, e mi ha dato l'opportunità di conoscere davvero l'originale essenza notturna mancuniana.
La prima volta che sono uscito la sera infatti, seppur mi abbia dato un'idea della vita notturna di qui, nulla è stata in confronto a quello che ho visto ieri!

Ho contattato degli amici spagnoli e ci siamo dati appuntamento "in town", ovvero in centro, come dicono qui. Alla fine però ci siamo ridotti ad essere tipo 6 francesi, un belga ed io. Ergo, tutti francofoni: vi lascio solo immaginare la quantità di erre mosce che aleggiava nell'aria!
Comunque, con grande magnanimità hanno cercato di parlare inglese il più possibile, quindi non dico che li capivo perfettamente, ma dopo ore di gesti e "sorry" riuscivamo ad intenderci! :D

La prima tappa è stata il gay village. Il nome potrebbe sembrare inquietante perchè fa venire il dubbio che possa essere la zona gay della città, un posto pieno di locali gay e di gente vestita sadomaso che gira per le strade.

Beh, devo dire che effettivamente la realtà non si discosta tantissimo da questa scena! E' però un posto divertentissimo. I locali sono tutti stilosissimi (sembra che i gay in Inghilterra siano gli unici ad avere un pò di buon gusto), e col passare degli anni la zona ha cominciato a essere frequentata anche da eterosessuali, fino a diventare una delle zone più frizzanti della città, frequentata da gente di tutti i tipi. Per quanto riguarda il modo di vestire...beh voglio augurarmi che la spiegazione sia collegata al fatto che siamo in periodo di Hallowe'en! In ogni caso i locali erano molto belli, e dopo un lungo giro siamo andati a prendere un drink in un posto il cui privè (al piano di sotto) al posto dei tavoli aveva dei letti!. Per fortuna il privè era, appunto, privato, quindi inaccessibile, e non ho avuto l'occasione di toccare con mano questa esperienza.

Usciti dal locale abbiamo cambiato completamente zona, andando più in centro, vicino ai Piccadilly Gardens. Siamo finiti in un localaccio hip-hop con tanto di 5 sterline da pagare all'ingresso, con musica altissima, ed uno "stunzio" che ti faceva vibrare tutti gli organi interni. Unica nota positiva, c'era un biliardino (una sterlina a partita, sticazzi!), ergo ho avuto modo di mostrare a inglesi e francesi tutti di che pasta sono fatti gli italiani, calciobalillisticamente parlando!

Dopo qualche partitella ed un pò di musica di dubbio gusto siamo scappati dal locale per ficcarci in un altro (anche questo con i soliti 5 pound per entrare) che era una specie di discoteca rock...di quelle in cui sembra che ci sia una certa clientela selezionata ed affezionata, e che mettano su sempre le stesse canzoni, visto che tutti le sanno a memoria...un pò alla Borderline pisano, per capirci! L'unica differenza è che il Borderline non è pavimentato con uno strato indistinto di birra ed altri liquami simili che emanano un afrore decisamente poco gradevole, e che impregnano del suddetto tanfo ogni tessuto che indossi. Comunque, scarsa igiene a parte, ci siamo divertiti molto!

L'impressione che ho avuto è che Manchester sia una città decisamente festosa, in cui le occasioni di divertirsi sono pressocchè infinite!

Così, dopo aver fatto le 3 e mezza, oggi mi sono svegliato presto per incontrare alcuni amici ed andare a comprare qualche costume di Hallowe'en, visto che stanotte è la famosa notte delle streghe! Almeno qui in Inghilterra si può andare in giro vestito da zombie senza sentirsi un imbecille!

Ma questa è un'altra storia...stay tuned!

giovedì 22 ottobre 2009

Salsa all'inglese

Oggi ho deciso di fare il grande passo: andare ad un corso di salsa in UK.
Chi di voi non ha seguito la mia storia dell'ultimo anno forse non sa che l'anno scorso sono stato trascinato di forza dalla mia zita ad un corso di salsa. Il che è già incredibile di suo...ma è ancora più incredibile il fatto che ci abbia preso gusto.

Perciò, una volta che son qui e che ho tempo da perdere, ho detto "perchè no, vediamo di cosa sa la salsa inglese!".
Ho visto che tenevano un corso vicino casa ed oggi ho deciso di andarci.

La prima constatazione non troppo positiva che ho dovuto fare è stata che il posto non è poi così tanto vicino in realtà...ci ho messo mezz'ora ad arrivarci, quando credevo che fosse dietro casa.

Ma quando ho visto che il corso si teneva in una sala parrocchiale mi sono raggelate le vene...

Per un momento ho avuto un'esperienza extracorporea ed ho visto me, Giuseppe Marino, davanti ad una sala parrocchiale piena di bimbi che pregavano, in attesa di andare a ballare, senza nessuno che mi costringesse...e ovviamente non mi sono riconosciuto!

Preamboli inquietanti a parte devo dire che è stato piacevole, e le sale parrocchiali anglicane non sono noiose come quelle cattoliche. Ed è stato curioso vedere come gli inglesi chiamano i passi:il dilequeno diventa "crossbody" o na roba simile...e soprattutto la donna è chiamata "follower" e l'uomo leader! Insomma, nonostante il ballo sia latino, tutti i nomi correlati sono in inglese, mi sono quasi stupito che non si ballasse la "souce"!

Devo dire che mi sono divertito ed, a parte la tipica sensazione di avere una crosta di sporco sulla mano sinistra (visto che l'hai stretta a cani e porci, che a loro volta l'hanno stretta ad altri cani ed altri porci), mi è piaciuto tutto. Ho anche rimediato un passaggio al ritorno da un ragazzo francese conosciuto lì.

Insomma, giovedì prossimo ci risarò!

lunedì 19 ottobre 2009

La tradizionale sbornia del lunedì sera

Come dicevo nel post precedente, ho iniziato un nuovo corso di inglese. E' molto impegnativo e stimolante, pieno di gente simpatica, ed ha un prof che è il tipico inglese con gli occhiali tagliati al centro un pò grassottello, la faccia tonda e la bocca a becco. Insomma un mastro Geppetto un pò sovrappeso, che è come mi sono sempre immaginato i tipici inglesi.

Fatto sta che abbiamo l'abitudine, una volta finita la lezione, di andare a bere qualcosa ad un pub accanto alla scuola di lingua.
Tutto ciò è molto bello (a parte il trascurabile problema che non capisco quello che dice la gente), se non fosse che ultimamente sono in regime di dieta, quindi giro sempre a stomaco semivuoto. In più la gente ha il vizio maledetto di offrirmi da bere, quindi non posso nè rifiutare, nè evitare di finire la pinta che mi portano automaticamente al tavolo!

Temo che ci saranno in futuro molti altri lunedì in cui tornerò a casa barcollando come oggi....

martedì 13 ottobre 2009

Rieccomi...

Dopo una settimana in patria, eccomi di tirorno in terra straniera!
La laurea del fratello e' andata molto bene, ed il periodo a Pisa e' stato molto piacevole.
Il rientro non e' stato traumatico come credevo...temevo che al mio rientro avrei dimenticato quel poco di inglese che conoscevo, invece (e non so se sia un bene o un male) ho le stesse, enormi, difficolta' di prima.

Ieri ho anche cominciato un nuovo corso d'inglese, abbastanza piu' impegnativo di quello che sto gia' seguendo. Speriamo che dia i suoi frutti! In piu' e' sempre un bel modo di conoscere un po' di gente, e da questo punto di vista ha gia' avuto qualche effetto. La gente del corso e' molto amichevole e simpatica. Il prof stesso, una volta finita la lezione, ci ha portati tutti in birreria. Ho conosciuto un po' di gente con cui spero di stringere i rapporti. Certo, quando parlano nel mezzo del casino del pub non ci capisco nulla, ma a furia di chiedere "sorry?" imparero', mi auguro...

Come quasi di consueto, fornisco il bollettino meteo mancuniano: c'e' il sole, e non ha ancora piovuto da quando son qui; ma fa un freddo assurdo! Siamo gia' col fumo alla bocca quando si parla!

Dopo aver finalmente messo il primo punto e virgola della mia vita (sicuramente dove non ci stava), torno fiero alle mie mansioni quotidiane...