Da quando sono in terra straniera mi sono adattato a tante cose. Cose a cui prima di venire non avrei mai pensato di riuscirmi ad adattare. Cose che prima avrei considerato folli ed infattibili, e che invece adesso riesco a fare persino con piacere.
Mi sono adattato a lavarmi la faccia la mattina con l'acqua gelida, visto che qui usano un lavandino per l'acqua calda ed uno per quella fredda, ed è molto scomodo usare entrambi. Mi sono abituato ad andare in giro per le strade senza guanti o cappello con temperature sotto lo zero senza avere freddo. Mi sono abituato a mangiare il cibo inglese, dove per cibo inglese si intende cibo cinese, indiano, tailandese, e qualche volta anche inglese,e gustarlo pure.
Ma soprattutto mi sono adattato alla birra!
Chi mi conosce, o mi conosceva, sa bene che io sono sempre stato l'astemio per eccellenza (astemio era anche il mio nick in un blog dal discutibile destino). Non mi è mai piaciuto bere alcohol, men che meno la birra, visto che odio anche le bevande frizzanti.
Eppure in UK se vuoi avere una vita sociare un paio di boozes te le devi fare durante la settimana, non c'è storia! Le prime volte prendevo, giusto per compagnia, le solite birre che si trovano anche in Italia, con speciale preferenza per la Guinness, visto che la consideravo poco sparkling, prendendo rigorosamente una mezza pinta, anche se qui la mezza pinta è notoriamente for the ladies. Ed ovviamente mi esibivo nelle mie solite e famose smorfie da alcohol.
Tuttavia devo ammettere che nel tempo ho imparato ad apprezzare la vera birra inglese, che tanto differisce da quella che si trova in terra natia. Innanzitutto è più figa a vedersi...anche il "dispenser" è diverso. Visto che la birra è molto poco frizzante le normali "spine" non funzionano, e per versarla nel bicchiere è necessario pomparla. Quindi il macchinario per servirla ha un non so che di tradizionale ed artigianale, molto affascinante. La birra in sè ha un colore molto scuro (quasi opaco) ed una schiuma molto densa, quasi pannosa. Il sapore è generalmente molto corposo e quasi sempre praticamente non frizzante. Con queste premesse sono riuscito ad abituarmi alla maniera inglese di socializzare, ed addirittura a godermi quelle tre o quattro pinte che normalmente si prendono quando si esce la sera. E devo ammettere che quando rientro a casa la sera "particolarmente allegro" dopo qualche pinta di old peculier tracannata al The Salisbury (magnifico pub conosciuto grazie al pensatore anglo-mancuniano prossimo a migrare a sud), sono davvero contento di essermi adattato anche a quest'aspetto della vita mancuniana!
Chi l'avrebbe mai detto? Io non di certo...
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sabato 20 febbraio 2010
venerdì 22 gennaio 2010
L'iniziazione al leisure centre
Il fitness é sempre stato la mia grande passione, come tutti quelli che mi conoscono, o mi conoscevano, sanno bene. Per questo, a poco piú di un mese dal mio rientro in terra natia ho deciso di fare il grande passo ed iscrivermi in palestra qui a Manchester. Onde poi eventualmente continuare una volta rientrato a Pisa. Nella zona dove vivo, Withington, ce n'é praticamente una sola, frequentata da tutta la gente del quartiere ovviamente, che dicevano fosse abbastanza decente.
Quindi, al seguito del mio amico francese, il lunedí della settimana scorsa vado lí in modo da dere un'occhiata e magari iscrivermici. La prima cosa che si nota entrando é che ci sono duemila robe per il cardio (cyclette, tapis-roulants, stepper, strane robe simil-sciistiche) e relativamente pochi attrezzi pro-pompaggio. Questo direi la dice lunga sul fatto che il problema principale degli inglesi sia il grasso in eccesso (o magari che Withington abbia una popolazione prevalentemente femminile, cosa che sinceramente non ho avuto il piacere di notare). All'uscita, ovviamente, troneggia una macchinetta che dispensa le peggio porcherie caloriche, in modo da reintegrare immediatamente quello che si é buttato giú.
Dopo una rapida occhiata in giro decido che la palestra é degna di me, e quindi chiedo di iscrivermi. E fin qui sembrerebbe tutto semplice, se non fosse per il fatto che la tizia mi dice (al ritmo di 300 parole al minuto in mancuniano pesante) che per iscrivermi devo sottopormi prima all'induction! E che per farlo devo prendere un appuntamento. Sará una cosa lunga e complicata, mi dico. Cosí prendo un appuntamento per il mercoledí e me ne rientro a casa con la coda tra le gambe, impaziente di sottopormi a questo meraviglioso rito di iniziazione.
Il mercoledí vengo contattato dal leisure centre (mica gym...le gyms sono per i pivelli), che mi dice che causa maltempo il gran sacerdote addetto alle iniziazioni non sarebbe stato disponibile per tutta la settimana. In effetti eravamo nel mezzo di una bufera di neve. Effettuare il rito senza di lui non se ne parla, né tantomeno iniziare senza averlo fatto, perció spostiamo l'appuntamento di una settimana.
Cosí l'altro ieri mi presento tutto emozionato in palestra, pronto ad assistere al sacrificio di una vergine il cui sangue sarebbe stato spalmato sulla lat machine prima di farmici sedere. Dopo aver compilato un questionario in cui dischiaro sotto la mia responsabilitá di non avere malattie cardiovascolari, di non avere le ossa rotte, di non mettermi le dita nel naso e di non russare la notte se sono steso di fianco, mi viene detto che prima di iniziare il rito devo pagare. Non per il mese o per l'iscrizione, ma proprio per l'inducion! E pare il costo delle vergini sacrificali in UK si aggiri intorno alle 12 sterline e 30!! Sticazzi!
Comunque, una volta sbrigata la questione economica, mi accingo a diventare un membro della confraternita insieme ad altri 5 iniziati (ce n'era anche un altro, ma l'istruttore si é rifiutato di farlo assistere perché sei persone era il numero massimo).
La complicatissima procedura é consistita in 8 minuti (cronometrati) in cui un tizio ci mostrava, molto sommariamente, come utilizzare alcuni attrezzi. Cosa che tra l'altro penso che chiunque di noi sapesse fare giá di suo. Alla fine un coro di angeli ha intonato una lode al dio delle palestre, in mancuniano stretto, e quindi siamo stati finalmente ammessi ad usare i sacri macchinari.
Adesso si puó cominciare a far palestra come dio comanda!
Quindi, al seguito del mio amico francese, il lunedí della settimana scorsa vado lí in modo da dere un'occhiata e magari iscrivermici. La prima cosa che si nota entrando é che ci sono duemila robe per il cardio (cyclette, tapis-roulants, stepper, strane robe simil-sciistiche) e relativamente pochi attrezzi pro-pompaggio. Questo direi la dice lunga sul fatto che il problema principale degli inglesi sia il grasso in eccesso (o magari che Withington abbia una popolazione prevalentemente femminile, cosa che sinceramente non ho avuto il piacere di notare). All'uscita, ovviamente, troneggia una macchinetta che dispensa le peggio porcherie caloriche, in modo da reintegrare immediatamente quello che si é buttato giú.
Dopo una rapida occhiata in giro decido che la palestra é degna di me, e quindi chiedo di iscrivermi. E fin qui sembrerebbe tutto semplice, se non fosse per il fatto che la tizia mi dice (al ritmo di 300 parole al minuto in mancuniano pesante) che per iscrivermi devo sottopormi prima all'induction! E che per farlo devo prendere un appuntamento. Sará una cosa lunga e complicata, mi dico. Cosí prendo un appuntamento per il mercoledí e me ne rientro a casa con la coda tra le gambe, impaziente di sottopormi a questo meraviglioso rito di iniziazione.
Il mercoledí vengo contattato dal leisure centre (mica gym...le gyms sono per i pivelli), che mi dice che causa maltempo il gran sacerdote addetto alle iniziazioni non sarebbe stato disponibile per tutta la settimana. In effetti eravamo nel mezzo di una bufera di neve. Effettuare il rito senza di lui non se ne parla, né tantomeno iniziare senza averlo fatto, perció spostiamo l'appuntamento di una settimana.
Cosí l'altro ieri mi presento tutto emozionato in palestra, pronto ad assistere al sacrificio di una vergine il cui sangue sarebbe stato spalmato sulla lat machine prima di farmici sedere. Dopo aver compilato un questionario in cui dischiaro sotto la mia responsabilitá di non avere malattie cardiovascolari, di non avere le ossa rotte, di non mettermi le dita nel naso e di non russare la notte se sono steso di fianco, mi viene detto che prima di iniziare il rito devo pagare. Non per il mese o per l'iscrizione, ma proprio per l'inducion! E pare il costo delle vergini sacrificali in UK si aggiri intorno alle 12 sterline e 30!! Sticazzi!
Comunque, una volta sbrigata la questione economica, mi accingo a diventare un membro della confraternita insieme ad altri 5 iniziati (ce n'era anche un altro, ma l'istruttore si é rifiutato di farlo assistere perché sei persone era il numero massimo).
La complicatissima procedura é consistita in 8 minuti (cronometrati) in cui un tizio ci mostrava, molto sommariamente, come utilizzare alcuni attrezzi. Cosa che tra l'altro penso che chiunque di noi sapesse fare giá di suo. Alla fine un coro di angeli ha intonato una lode al dio delle palestre, in mancuniano stretto, e quindi siamo stati finalmente ammessi ad usare i sacri macchinari.
Adesso si puó cominciare a far palestra come dio comanda!
sabato 31 ottobre 2009
Mancunian friday night!
Ieri sera il mio amico francese conosciuto al corso di salsa è riuscito a trascinarmi fuori di casa, nonostante fossi stanchissimo (come poter controbattere a "Let's get out man, don't do the grandfather!"?), e devo dire che la serata si è rivelata molto molto piacevole, e mi ha dato l'opportunità di conoscere davvero l'originale essenza notturna mancuniana.
La prima volta che sono uscito la sera infatti, seppur mi abbia dato un'idea della vita notturna di qui, nulla è stata in confronto a quello che ho visto ieri!
Ho contattato degli amici spagnoli e ci siamo dati appuntamento "in town", ovvero in centro, come dicono qui. Alla fine però ci siamo ridotti ad essere tipo 6 francesi, un belga ed io. Ergo, tutti francofoni: vi lascio solo immaginare la quantità di erre mosce che aleggiava nell'aria!
Comunque, con grande magnanimità hanno cercato di parlare inglese il più possibile, quindi non dico che li capivo perfettamente, ma dopo ore di gesti e "sorry" riuscivamo ad intenderci! :D
La prima tappa è stata il gay village. Il nome potrebbe sembrare inquietante perchè fa venire il dubbio che possa essere la zona gay della città, un posto pieno di locali gay e di gente vestita sadomaso che gira per le strade.
Beh, devo dire che effettivamente la realtà non si discosta tantissimo da questa scena! E' però un posto divertentissimo. I locali sono tutti stilosissimi (sembra che i gay in Inghilterra siano gli unici ad avere un pò di buon gusto), e col passare degli anni la zona ha cominciato a essere frequentata anche da eterosessuali, fino a diventare una delle zone più frizzanti della città, frequentata da gente di tutti i tipi. Per quanto riguarda il modo di vestire...beh voglio augurarmi che la spiegazione sia collegata al fatto che siamo in periodo di Hallowe'en! In ogni caso i locali erano molto belli, e dopo un lungo giro siamo andati a prendere un drink in un posto il cui privè (al piano di sotto) al posto dei tavoli aveva dei letti!. Per fortuna il privè era, appunto, privato, quindi inaccessibile, e non ho avuto l'occasione di toccare con mano questa esperienza.
Usciti dal locale abbiamo cambiato completamente zona, andando più in centro, vicino ai Piccadilly Gardens. Siamo finiti in un localaccio hip-hop con tanto di 5 sterline da pagare all'ingresso, con musica altissima, ed uno "stunzio" che ti faceva vibrare tutti gli organi interni. Unica nota positiva, c'era un biliardino (una sterlina a partita, sticazzi!), ergo ho avuto modo di mostrare a inglesi e francesi tutti di che pasta sono fatti gli italiani, calciobalillisticamente parlando!
Dopo qualche partitella ed un pò di musica di dubbio gusto siamo scappati dal locale per ficcarci in un altro (anche questo con i soliti 5 pound per entrare) che era una specie di discoteca rock...di quelle in cui sembra che ci sia una certa clientela selezionata ed affezionata, e che mettano su sempre le stesse canzoni, visto che tutti le sanno a memoria...un pò alla Borderline pisano, per capirci! L'unica differenza è che il Borderline non è pavimentato con uno strato indistinto di birra ed altri liquami simili che emanano un afrore decisamente poco gradevole, e che impregnano del suddetto tanfo ogni tessuto che indossi. Comunque, scarsa igiene a parte, ci siamo divertiti molto!
L'impressione che ho avuto è che Manchester sia una città decisamente festosa, in cui le occasioni di divertirsi sono pressocchè infinite!
Così, dopo aver fatto le 3 e mezza, oggi mi sono svegliato presto per incontrare alcuni amici ed andare a comprare qualche costume di Hallowe'en, visto che stanotte è la famosa notte delle streghe! Almeno qui in Inghilterra si può andare in giro vestito da zombie senza sentirsi un imbecille!
Ma questa è un'altra storia...stay tuned!
La prima volta che sono uscito la sera infatti, seppur mi abbia dato un'idea della vita notturna di qui, nulla è stata in confronto a quello che ho visto ieri!
Ho contattato degli amici spagnoli e ci siamo dati appuntamento "in town", ovvero in centro, come dicono qui. Alla fine però ci siamo ridotti ad essere tipo 6 francesi, un belga ed io. Ergo, tutti francofoni: vi lascio solo immaginare la quantità di erre mosce che aleggiava nell'aria!
Comunque, con grande magnanimità hanno cercato di parlare inglese il più possibile, quindi non dico che li capivo perfettamente, ma dopo ore di gesti e "sorry" riuscivamo ad intenderci! :D
La prima tappa è stata il gay village. Il nome potrebbe sembrare inquietante perchè fa venire il dubbio che possa essere la zona gay della città, un posto pieno di locali gay e di gente vestita sadomaso che gira per le strade.
Beh, devo dire che effettivamente la realtà non si discosta tantissimo da questa scena! E' però un posto divertentissimo. I locali sono tutti stilosissimi (sembra che i gay in Inghilterra siano gli unici ad avere un pò di buon gusto), e col passare degli anni la zona ha cominciato a essere frequentata anche da eterosessuali, fino a diventare una delle zone più frizzanti della città, frequentata da gente di tutti i tipi. Per quanto riguarda il modo di vestire...beh voglio augurarmi che la spiegazione sia collegata al fatto che siamo in periodo di Hallowe'en! In ogni caso i locali erano molto belli, e dopo un lungo giro siamo andati a prendere un drink in un posto il cui privè (al piano di sotto) al posto dei tavoli aveva dei letti!. Per fortuna il privè era, appunto, privato, quindi inaccessibile, e non ho avuto l'occasione di toccare con mano questa esperienza.
Usciti dal locale abbiamo cambiato completamente zona, andando più in centro, vicino ai Piccadilly Gardens. Siamo finiti in un localaccio hip-hop con tanto di 5 sterline da pagare all'ingresso, con musica altissima, ed uno "stunzio" che ti faceva vibrare tutti gli organi interni. Unica nota positiva, c'era un biliardino (una sterlina a partita, sticazzi!), ergo ho avuto modo di mostrare a inglesi e francesi tutti di che pasta sono fatti gli italiani, calciobalillisticamente parlando!
Dopo qualche partitella ed un pò di musica di dubbio gusto siamo scappati dal locale per ficcarci in un altro (anche questo con i soliti 5 pound per entrare) che era una specie di discoteca rock...di quelle in cui sembra che ci sia una certa clientela selezionata ed affezionata, e che mettano su sempre le stesse canzoni, visto che tutti le sanno a memoria...un pò alla Borderline pisano, per capirci! L'unica differenza è che il Borderline non è pavimentato con uno strato indistinto di birra ed altri liquami simili che emanano un afrore decisamente poco gradevole, e che impregnano del suddetto tanfo ogni tessuto che indossi. Comunque, scarsa igiene a parte, ci siamo divertiti molto!
L'impressione che ho avuto è che Manchester sia una città decisamente festosa, in cui le occasioni di divertirsi sono pressocchè infinite!
Così, dopo aver fatto le 3 e mezza, oggi mi sono svegliato presto per incontrare alcuni amici ed andare a comprare qualche costume di Hallowe'en, visto che stanotte è la famosa notte delle streghe! Almeno qui in Inghilterra si può andare in giro vestito da zombie senza sentirsi un imbecille!
Ma questa è un'altra storia...stay tuned!
giovedì 22 ottobre 2009
Salsa all'inglese
Oggi ho deciso di fare il grande passo: andare ad un corso di salsa in UK.
Chi di voi non ha seguito la mia storia dell'ultimo anno forse non sa che l'anno scorso sono stato trascinato di forza dalla mia zita ad un corso di salsa. Il che è già incredibile di suo...ma è ancora più incredibile il fatto che ci abbia preso gusto.
Perciò, una volta che son qui e che ho tempo da perdere, ho detto "perchè no, vediamo di cosa sa la salsa inglese!".
Ho visto che tenevano un corso vicino casa ed oggi ho deciso di andarci.
La prima constatazione non troppo positiva che ho dovuto fare è stata che il posto non è poi così tanto vicino in realtà...ci ho messo mezz'ora ad arrivarci, quando credevo che fosse dietro casa.
Ma quando ho visto che il corso si teneva in una sala parrocchiale mi sono raggelate le vene...
Per un momento ho avuto un'esperienza extracorporea ed ho visto me, Giuseppe Marino, davanti ad una sala parrocchiale piena di bimbi che pregavano, in attesa di andare a ballare, senza nessuno che mi costringesse...e ovviamente non mi sono riconosciuto!
Preamboli inquietanti a parte devo dire che è stato piacevole, e le sale parrocchiali anglicane non sono noiose come quelle cattoliche. Ed è stato curioso vedere come gli inglesi chiamano i passi:il dilequeno diventa "crossbody" o na roba simile...e soprattutto la donna è chiamata "follower" e l'uomo leader! Insomma, nonostante il ballo sia latino, tutti i nomi correlati sono in inglese, mi sono quasi stupito che non si ballasse la "souce"!
Devo dire che mi sono divertito ed, a parte la tipica sensazione di avere una crosta di sporco sulla mano sinistra (visto che l'hai stretta a cani e porci, che a loro volta l'hanno stretta ad altri cani ed altri porci), mi è piaciuto tutto. Ho anche rimediato un passaggio al ritorno da un ragazzo francese conosciuto lì.
Insomma, giovedì prossimo ci risarò!
Chi di voi non ha seguito la mia storia dell'ultimo anno forse non sa che l'anno scorso sono stato trascinato di forza dalla mia zita ad un corso di salsa. Il che è già incredibile di suo...ma è ancora più incredibile il fatto che ci abbia preso gusto.
Perciò, una volta che son qui e che ho tempo da perdere, ho detto "perchè no, vediamo di cosa sa la salsa inglese!".
Ho visto che tenevano un corso vicino casa ed oggi ho deciso di andarci.
La prima constatazione non troppo positiva che ho dovuto fare è stata che il posto non è poi così tanto vicino in realtà...ci ho messo mezz'ora ad arrivarci, quando credevo che fosse dietro casa.
Ma quando ho visto che il corso si teneva in una sala parrocchiale mi sono raggelate le vene...
Per un momento ho avuto un'esperienza extracorporea ed ho visto me, Giuseppe Marino, davanti ad una sala parrocchiale piena di bimbi che pregavano, in attesa di andare a ballare, senza nessuno che mi costringesse...e ovviamente non mi sono riconosciuto!
Preamboli inquietanti a parte devo dire che è stato piacevole, e le sale parrocchiali anglicane non sono noiose come quelle cattoliche. Ed è stato curioso vedere come gli inglesi chiamano i passi:il dilequeno diventa "crossbody" o na roba simile...e soprattutto la donna è chiamata "follower" e l'uomo leader! Insomma, nonostante il ballo sia latino, tutti i nomi correlati sono in inglese, mi sono quasi stupito che non si ballasse la "souce"!
Devo dire che mi sono divertito ed, a parte la tipica sensazione di avere una crosta di sporco sulla mano sinistra (visto che l'hai stretta a cani e porci, che a loro volta l'hanno stretta ad altri cani ed altri porci), mi è piaciuto tutto. Ho anche rimediato un passaggio al ritorno da un ragazzo francese conosciuto lì.
Insomma, giovedì prossimo ci risarò!
martedì 13 ottobre 2009
Rieccomi...
Dopo una settimana in patria, eccomi di tirorno in terra straniera!
La laurea del fratello e' andata molto bene, ed il periodo a Pisa e' stato molto piacevole.
Il rientro non e' stato traumatico come credevo...temevo che al mio rientro avrei dimenticato quel poco di inglese che conoscevo, invece (e non so se sia un bene o un male) ho le stesse, enormi, difficolta' di prima.
Ieri ho anche cominciato un nuovo corso d'inglese, abbastanza piu' impegnativo di quello che sto gia' seguendo. Speriamo che dia i suoi frutti! In piu' e' sempre un bel modo di conoscere un po' di gente, e da questo punto di vista ha gia' avuto qualche effetto. La gente del corso e' molto amichevole e simpatica. Il prof stesso, una volta finita la lezione, ci ha portati tutti in birreria. Ho conosciuto un po' di gente con cui spero di stringere i rapporti. Certo, quando parlano nel mezzo del casino del pub non ci capisco nulla, ma a furia di chiedere "sorry?" imparero', mi auguro...
Come quasi di consueto, fornisco il bollettino meteo mancuniano: c'e' il sole, e non ha ancora piovuto da quando son qui; ma fa un freddo assurdo! Siamo gia' col fumo alla bocca quando si parla!
Dopo aver finalmente messo il primo punto e virgola della mia vita (sicuramente dove non ci stava), torno fiero alle mie mansioni quotidiane...
La laurea del fratello e' andata molto bene, ed il periodo a Pisa e' stato molto piacevole.
Il rientro non e' stato traumatico come credevo...temevo che al mio rientro avrei dimenticato quel poco di inglese che conoscevo, invece (e non so se sia un bene o un male) ho le stesse, enormi, difficolta' di prima.
Ieri ho anche cominciato un nuovo corso d'inglese, abbastanza piu' impegnativo di quello che sto gia' seguendo. Speriamo che dia i suoi frutti! In piu' e' sempre un bel modo di conoscere un po' di gente, e da questo punto di vista ha gia' avuto qualche effetto. La gente del corso e' molto amichevole e simpatica. Il prof stesso, una volta finita la lezione, ci ha portati tutti in birreria. Ho conosciuto un po' di gente con cui spero di stringere i rapporti. Certo, quando parlano nel mezzo del casino del pub non ci capisco nulla, ma a furia di chiedere "sorry?" imparero', mi auguro...
Come quasi di consueto, fornisco il bollettino meteo mancuniano: c'e' il sole, e non ha ancora piovuto da quando son qui; ma fa un freddo assurdo! Siamo gia' col fumo alla bocca quando si parla!
Dopo aver finalmente messo il primo punto e virgola della mia vita (sicuramente dove non ci stava), torno fiero alle mie mansioni quotidiane...
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martedì 8 settembre 2009
Adattamento e prime prospettive interessanti
Rieccomi qui! Dall'ultima volta le cose stanno cominciando ad andare per il verso giusto.
Ho trovato la via piu' breve per attivare a lavoro: prendendo due treni e facendomi un quarto d'ora di camminata posso essere in lab in un totale di 45 minuti. Per gli standard manchesteresi credo sia ottimo! Per il viaggio si sepnde un botto, 3 sterline e 60 al giorno, e non e' che con l'abbonamento (che faro' al piu' presto) si risparmi poi tanto...
Il tempo e' stato un po' piu' clemente in questi giorni...devono aver saputo che ho trovato casa e che quindi non saro' piu' in giro per le strade tutto il giorno. In questi giorni a volte ho addirittura avuto caldo, una parola che pensavo mi sarei dimenticato per sei mesi! Beh c'e' anche da considerare che sono con maglione di lana e giubbotto a settembre...Sto cominciando ad adattarmi a casa, ed a sentirla un minimo come casa mia. Mi son fatto il mio primo piatto pasta manchesterese (che meraviglia!) ed appena avro' un po' di tempo faro' una spesa come si deve. I coinquilini, seppur con le loro stranezze, sono gente simpatica, con cui sto facendo i primi giri in citta'. Specie con Gloria, la donna andalusa, che mi fa morire dalle risate! Stasera andremo ad una lezione di inglese gratuita tenuta da gente che studia per fare il professore...vi faro' sapere com'e' andata!
Ieri sono stato ad una specie di seminario su Almodovar tenuto da Carmen, la mia padrona di casa, una tizia sulla cinquantina che parla un discreto spanglish, che si occupa di letteratura spagnola o roba simile. E' stato molto interessante, e mi ha dato modo di conoscere un ambiente nuovo. In piu' Carmen mi ha promesso che mi presentera' ai suoi studenti, qusi tutti stranieri, in maniera che possa integrarmi al piu' presto. In piu' dice di avermi trovato un lavoro!!! Se ho ben capito verrei pagato soltanto per fare conversazione con una sua amica che sta imparando l'italiano. Meglio di cosi'!
Insomma, grazie anche ad aiuti inaspettati di grandi persone, sto cominciando ad ambientarmi in questo posto lontano da casa, ed a sentirmi non piu' come uno straniero in viaggio, ma come un immigrato!
Se e' meglio o peggio decidetelo voi! :D
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