Ebbene sí, il mio tempo in terra straniera sta per esaurirsi! Sembrava lungo, ma é sembrato che passasse in un momento.
Nonostante l'addio si avvicini sempre piú, sto cercando di sfruttare anche quest'ultimo mese e comportarmi come se fossi appena arrivato.
La mia vita quotidiana é sempre piú piena ed impegnata, non solo a causa del lab. Innanzitutto per la palestra, che mi tiene parecchio occupato. Quando ci vai con un palestrato fissato non ci sono alternative: devi andarci e passarci la giornata. Ma mi ci faccio trascinare piú che volentieri. Poi, ovviamente, la salsa! Ultimamente sono un pó piú pigro del solito a riguardo, ma continuo ad andarci quasi con costanza. E domani sera mi aspetta una serata salsera in un locale. E' la seconda volta che ci vado, e la prima non é andata male, ma sono sicuro che ricadró nella situazione in cui dopo 30 secondi non sai piú che cosa far fare alla tua follower. Follower tra l'altro abituata ad essere coinvolta in figure lunghe e astruse. Insomma, dilettanti allo sbaraglio. Ma va bene cosí.
Inoltre ho acquisito l'abitudine settimanale di andare a prendere un paio di pinte di birra con un amico italiano, il famoso pensatore siciliano, abituato a farsi un paio di whiskey prima di uscire di casa. Serate che finiscono piú o meno tutte alla stessa maniera (facilmente intuibile). Proprio stasera, dopo palestra e un'oretta di salsa, ci incontreremo, insieme all'amico anglo-rriggitano di cui sopra. Comunque l'argomento birra sará probabilmente trattato in futuro in un post dedicato.
In piú, questo weekend sono andato ad Edimburgo, o meglio "Edimbrá", come lo pronunciano qui (contenti loro...). Una cittá bellissima, costruita su piú livelli, con ponti e ponticelli, una castello che troneggia in cima ad una collina, una cittá antica completamente sotterrata da quella nuova (visitabile con vari ghost tours), ed uno splendido golfo nelle immediate vicinanze, con tanto di isolette nel mezzo. Un posto dove hanno le sterline coniate dalla Bank of Scotland, che non hanno valore legale in Inghilterra, diverse in tutto e per tutto da quelle inglesi. Un posto dove per le strade incontri gente in giacca, cravatta e kilt a quadrettoni verdi (in barba ai luoghi comuni), ed in cui gli ostelli sono ricavati dentro le chiese, con le stanze senza tetto e senza riscaldamento. Ma con in compenso una massive scottish breakfast a sole 4 sterline per iniziare la giornata.
Unico piccolo inconveniente del viaggio, nonostante la fortuna di trovare le uniche due giornate soleggiate dell'anno, ho patito il freddo come non mai. Nonostante fossi vestito parecchio piú pesante di come sono di solito a Manchester (ormai sono abituato al debole freddo mancuniano...sto diventando un uomo vero!), era una pena uscire dai pub per immettersi in strada.
Insomma, tutto questo lungo post per dire che la vita continua molto bene, anche se la deadline del primo marzo incombe. Mi godró al massimo anche quest'ultimo mese!
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giovedì 4 febbraio 2010
venerdì 22 gennaio 2010
L'iniziazione al leisure centre
Il fitness é sempre stato la mia grande passione, come tutti quelli che mi conoscono, o mi conoscevano, sanno bene. Per questo, a poco piú di un mese dal mio rientro in terra natia ho deciso di fare il grande passo ed iscrivermi in palestra qui a Manchester. Onde poi eventualmente continuare una volta rientrato a Pisa. Nella zona dove vivo, Withington, ce n'é praticamente una sola, frequentata da tutta la gente del quartiere ovviamente, che dicevano fosse abbastanza decente.
Quindi, al seguito del mio amico francese, il lunedí della settimana scorsa vado lí in modo da dere un'occhiata e magari iscrivermici. La prima cosa che si nota entrando é che ci sono duemila robe per il cardio (cyclette, tapis-roulants, stepper, strane robe simil-sciistiche) e relativamente pochi attrezzi pro-pompaggio. Questo direi la dice lunga sul fatto che il problema principale degli inglesi sia il grasso in eccesso (o magari che Withington abbia una popolazione prevalentemente femminile, cosa che sinceramente non ho avuto il piacere di notare). All'uscita, ovviamente, troneggia una macchinetta che dispensa le peggio porcherie caloriche, in modo da reintegrare immediatamente quello che si é buttato giú.
Dopo una rapida occhiata in giro decido che la palestra é degna di me, e quindi chiedo di iscrivermi. E fin qui sembrerebbe tutto semplice, se non fosse per il fatto che la tizia mi dice (al ritmo di 300 parole al minuto in mancuniano pesante) che per iscrivermi devo sottopormi prima all'induction! E che per farlo devo prendere un appuntamento. Sará una cosa lunga e complicata, mi dico. Cosí prendo un appuntamento per il mercoledí e me ne rientro a casa con la coda tra le gambe, impaziente di sottopormi a questo meraviglioso rito di iniziazione.
Il mercoledí vengo contattato dal leisure centre (mica gym...le gyms sono per i pivelli), che mi dice che causa maltempo il gran sacerdote addetto alle iniziazioni non sarebbe stato disponibile per tutta la settimana. In effetti eravamo nel mezzo di una bufera di neve. Effettuare il rito senza di lui non se ne parla, né tantomeno iniziare senza averlo fatto, perció spostiamo l'appuntamento di una settimana.
Cosí l'altro ieri mi presento tutto emozionato in palestra, pronto ad assistere al sacrificio di una vergine il cui sangue sarebbe stato spalmato sulla lat machine prima di farmici sedere. Dopo aver compilato un questionario in cui dischiaro sotto la mia responsabilitá di non avere malattie cardiovascolari, di non avere le ossa rotte, di non mettermi le dita nel naso e di non russare la notte se sono steso di fianco, mi viene detto che prima di iniziare il rito devo pagare. Non per il mese o per l'iscrizione, ma proprio per l'inducion! E pare il costo delle vergini sacrificali in UK si aggiri intorno alle 12 sterline e 30!! Sticazzi!
Comunque, una volta sbrigata la questione economica, mi accingo a diventare un membro della confraternita insieme ad altri 5 iniziati (ce n'era anche un altro, ma l'istruttore si é rifiutato di farlo assistere perché sei persone era il numero massimo).
La complicatissima procedura é consistita in 8 minuti (cronometrati) in cui un tizio ci mostrava, molto sommariamente, come utilizzare alcuni attrezzi. Cosa che tra l'altro penso che chiunque di noi sapesse fare giá di suo. Alla fine un coro di angeli ha intonato una lode al dio delle palestre, in mancuniano stretto, e quindi siamo stati finalmente ammessi ad usare i sacri macchinari.
Adesso si puó cominciare a far palestra come dio comanda!
Quindi, al seguito del mio amico francese, il lunedí della settimana scorsa vado lí in modo da dere un'occhiata e magari iscrivermici. La prima cosa che si nota entrando é che ci sono duemila robe per il cardio (cyclette, tapis-roulants, stepper, strane robe simil-sciistiche) e relativamente pochi attrezzi pro-pompaggio. Questo direi la dice lunga sul fatto che il problema principale degli inglesi sia il grasso in eccesso (o magari che Withington abbia una popolazione prevalentemente femminile, cosa che sinceramente non ho avuto il piacere di notare). All'uscita, ovviamente, troneggia una macchinetta che dispensa le peggio porcherie caloriche, in modo da reintegrare immediatamente quello che si é buttato giú.
Dopo una rapida occhiata in giro decido che la palestra é degna di me, e quindi chiedo di iscrivermi. E fin qui sembrerebbe tutto semplice, se non fosse per il fatto che la tizia mi dice (al ritmo di 300 parole al minuto in mancuniano pesante) che per iscrivermi devo sottopormi prima all'induction! E che per farlo devo prendere un appuntamento. Sará una cosa lunga e complicata, mi dico. Cosí prendo un appuntamento per il mercoledí e me ne rientro a casa con la coda tra le gambe, impaziente di sottopormi a questo meraviglioso rito di iniziazione.
Il mercoledí vengo contattato dal leisure centre (mica gym...le gyms sono per i pivelli), che mi dice che causa maltempo il gran sacerdote addetto alle iniziazioni non sarebbe stato disponibile per tutta la settimana. In effetti eravamo nel mezzo di una bufera di neve. Effettuare il rito senza di lui non se ne parla, né tantomeno iniziare senza averlo fatto, perció spostiamo l'appuntamento di una settimana.
Cosí l'altro ieri mi presento tutto emozionato in palestra, pronto ad assistere al sacrificio di una vergine il cui sangue sarebbe stato spalmato sulla lat machine prima di farmici sedere. Dopo aver compilato un questionario in cui dischiaro sotto la mia responsabilitá di non avere malattie cardiovascolari, di non avere le ossa rotte, di non mettermi le dita nel naso e di non russare la notte se sono steso di fianco, mi viene detto che prima di iniziare il rito devo pagare. Non per il mese o per l'iscrizione, ma proprio per l'inducion! E pare il costo delle vergini sacrificali in UK si aggiri intorno alle 12 sterline e 30!! Sticazzi!
Comunque, una volta sbrigata la questione economica, mi accingo a diventare un membro della confraternita insieme ad altri 5 iniziati (ce n'era anche un altro, ma l'istruttore si é rifiutato di farlo assistere perché sei persone era il numero massimo).
La complicatissima procedura é consistita in 8 minuti (cronometrati) in cui un tizio ci mostrava, molto sommariamente, come utilizzare alcuni attrezzi. Cosa che tra l'altro penso che chiunque di noi sapesse fare giá di suo. Alla fine un coro di angeli ha intonato una lode al dio delle palestre, in mancuniano stretto, e quindi siamo stati finalmente ammessi ad usare i sacri macchinari.
Adesso si puó cominciare a far palestra come dio comanda!
venerdì 11 dicembre 2009
Mancunian frozen dew
Stanotte ho dormito come un bimbo, tanto che non mi sono accorto per nulla che durante la notte la nostra casa é stata sollevata di peso da una squadra di elicotteri e trascinata all'interno del museo delle sculture di ghiaccio.
Immaginatevi la mia sorpresa quando uscendo di casa mi sono ritrovato nel rengo del gelo. Non che facesse poi tanto freddo, c'era anche il sole (prova ulteriore che non mi trovavo a Manchester), ma al posto dei soliti pratini inglesi ve n'erano perfette risotruzioni di ghiaccio. Ai bordi delle strade erano parcheggiate macchine bianche con finestrini opachi e gelidi.
Devo dire che la ricostruzione del mio quartiere é stata fatta in maniera molto accurata, anche se il parco vicino casa sembrava il fondo di una pista da sci! C'era anche una stazione uguale a quella dove prendo il treno, con il mio amico Pal alla biglietteria (nella versione originale, di carne), e con la platform edge completamente ghiacciata.
Quando sono arrivato in lab il mio collega Toby mi ha detto che da queste parti per tutto l'inverno la rugiada (che in inglese si dice dew) gela e, anche se non si muore di freddo, sembra di essere in mezzo alla neve.
E' piú che chiaro che anche casa sua é stata spostata stanotte ma lui non se n'é accorto, perció ha trovato una balorda quanto improbabile giustificazione scientifica di quello che ha visto...che ingenui questi inglesi!
Immaginatevi la mia sorpresa quando uscendo di casa mi sono ritrovato nel rengo del gelo. Non che facesse poi tanto freddo, c'era anche il sole (prova ulteriore che non mi trovavo a Manchester), ma al posto dei soliti pratini inglesi ve n'erano perfette risotruzioni di ghiaccio. Ai bordi delle strade erano parcheggiate macchine bianche con finestrini opachi e gelidi.
Devo dire che la ricostruzione del mio quartiere é stata fatta in maniera molto accurata, anche se il parco vicino casa sembrava il fondo di una pista da sci! C'era anche una stazione uguale a quella dove prendo il treno, con il mio amico Pal alla biglietteria (nella versione originale, di carne), e con la platform edge completamente ghiacciata.
Quando sono arrivato in lab il mio collega Toby mi ha detto che da queste parti per tutto l'inverno la rugiada (che in inglese si dice dew) gela e, anche se non si muore di freddo, sembra di essere in mezzo alla neve.
E' piú che chiaro che anche casa sua é stata spostata stanotte ma lui non se n'é accorto, perció ha trovato una balorda quanto improbabile giustificazione scientifica di quello che ha visto...che ingenui questi inglesi!
martedì 24 novembre 2009
Il mondo é piccolo...
Nonostante da quando sia qui abbia conosciuto tanta gente, alla fine persone che abitualmente frequento a Manchester sono bene o male sempre le stesse, relativamente limitate in numero. Sono principalmente: i miei coinquilini (ovviamente), un gruppo di studenti Erasmus dell'univestitá di Salford (quella dove anch'io lavoro) che ho conosciuto tramite la mia padrona di casa, e Ben, un ragazzo francese conosciuto al corso di salsa.
La popolazione mancuniana conta mezzo milione di unitá secondo alcuni, due milioni per chi considera le periferie (o la contea, o la provincia...non si capisce nulla, visto che ognuna di queste cose si chiama allo stesso modo). In ongi caso, possiamo dire che a Manchester siamo in parecchi, indubbiamente!
Le due affermazioni, seppur sembrino totalmente scorrelate, forse aiuteranno a comprendere meglio la paradossalitá della situazione in cui mi sono trovato sabato sera.
Sono uscito, insieme a Ben, per andare ad incontrare Alex, uno del gruppetto degli Erasmus, che era a cena in centro con due sue amiche. Il ristorante dove cenavano era uno dei miliardi di Nando's che si trovano a Manchester. Appena mi vede, Alex mi dice "ho incontrato una persona che conosci".
Visto che la comitiva era formata da spagnoli, i gestori del ristorante hanno pensato bene di farli servire dal loro cameriere spagnolo, il mio coinquilino Alvaro, per la precisione!
Io sapevo che alvaro lavorava al Nando's, ma non avevo idea che lavorasse proprio in quello lí. In piú ci lavora solo un paio di sere a settimana. Quante probabilita c'erano che succedesse una cosa del genere, visto tra l'altro che i miei amici spagnoli cenano a casa praticamente sempre, e che erano al Nando's perché all'Hard Rock Café non c'era posto?
"Cavolo, che casualitá!", mi son detto "Comunque Alvaro, questo é Ben, un mio amico francese".
Ma Alvaro mi ha risposto: "Ci conosciamo giá...ti ricordi che quando sei venuto a vedere la casa c'era un altro "aspirante" alla tua stanza, che ha visitato la casa il giorno successivo? Era lui."
Ci ho messo una mezzoretta per riprendermi dallo shock!
La popolazione mancuniana conta mezzo milione di unitá secondo alcuni, due milioni per chi considera le periferie (o la contea, o la provincia...non si capisce nulla, visto che ognuna di queste cose si chiama allo stesso modo). In ongi caso, possiamo dire che a Manchester siamo in parecchi, indubbiamente!
Le due affermazioni, seppur sembrino totalmente scorrelate, forse aiuteranno a comprendere meglio la paradossalitá della situazione in cui mi sono trovato sabato sera.
Sono uscito, insieme a Ben, per andare ad incontrare Alex, uno del gruppetto degli Erasmus, che era a cena in centro con due sue amiche. Il ristorante dove cenavano era uno dei miliardi di Nando's che si trovano a Manchester. Appena mi vede, Alex mi dice "ho incontrato una persona che conosci".
Visto che la comitiva era formata da spagnoli, i gestori del ristorante hanno pensato bene di farli servire dal loro cameriere spagnolo, il mio coinquilino Alvaro, per la precisione!
Io sapevo che alvaro lavorava al Nando's, ma non avevo idea che lavorasse proprio in quello lí. In piú ci lavora solo un paio di sere a settimana. Quante probabilita c'erano che succedesse una cosa del genere, visto tra l'altro che i miei amici spagnoli cenano a casa praticamente sempre, e che erano al Nando's perché all'Hard Rock Café non c'era posto?
"Cavolo, che casualitá!", mi son detto "Comunque Alvaro, questo é Ben, un mio amico francese".
Ma Alvaro mi ha risposto: "Ci conosciamo giá...ti ricordi che quando sei venuto a vedere la casa c'era un altro "aspirante" alla tua stanza, che ha visitato la casa il giorno successivo? Era lui."
Ci ho messo una mezzoretta per riprendermi dallo shock!
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venerdì 6 novembre 2009
Could I have a panini, please?
Ci sono cose che non riesco a mandar giú...che proprio non sopporto,e che mi restano come chiodi fissi. Chi mi conosce, o mi conosceva, lo sa.
Al top, naturalmente, ci sono le gelaterie che ti fanno pagare il gelato mentre ce l'hai in mano, e non prima di servirtelo, a cui un giorno dedicheró una discussione apposita, vista l'importanza del problema.
Ma la fissazione che voglio condividere con voi oggi riguarda il modo in cui gli inglesi usano la parola panini. Il suddetto sostantivo é il modo che hanno gli inglesi di indicare la parola italiana "panino".
Si, il singolare. Tanto che il plurale é paninis.
Ora dico io...se ci tenete a tradurre a cazzo dall'italiano dite panino/paninos, ma "paninis" non si puó davvero sentire! Non ha senso! Quando passo davanti ad una paninoteca non posso fare a meno di distogliere lo sguardo...
Sono malato, dottore?
Al top, naturalmente, ci sono le gelaterie che ti fanno pagare il gelato mentre ce l'hai in mano, e non prima di servirtelo, a cui un giorno dedicheró una discussione apposita, vista l'importanza del problema.
Ma la fissazione che voglio condividere con voi oggi riguarda il modo in cui gli inglesi usano la parola panini. Il suddetto sostantivo é il modo che hanno gli inglesi di indicare la parola italiana "panino".
Si, il singolare. Tanto che il plurale é paninis.
Ora dico io...se ci tenete a tradurre a cazzo dall'italiano dite panino/paninos, ma "paninis" non si puó davvero sentire! Non ha senso! Quando passo davanti ad una paninoteca non posso fare a meno di distogliere lo sguardo...
Sono malato, dottore?
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