venerdì 11 dicembre 2009

Mancunian frozen dew

Stanotte ho dormito come un bimbo, tanto che non mi sono accorto per nulla che durante la notte la nostra casa é stata sollevata di peso da una squadra di elicotteri e trascinata all'interno del museo delle sculture di ghiaccio.

Immaginatevi la mia sorpresa quando uscendo di casa mi sono ritrovato nel rengo del gelo. Non che facesse poi tanto freddo, c'era anche il sole (prova ulteriore che non mi trovavo a Manchester), ma al posto dei soliti pratini inglesi ve n'erano perfette risotruzioni di ghiaccio. Ai bordi delle strade erano parcheggiate macchine bianche con finestrini opachi e gelidi.



Devo dire che la ricostruzione del mio quartiere é stata fatta in maniera molto accurata, anche se il parco vicino casa sembrava il fondo di una pista da sci! C'era anche una stazione uguale a quella dove prendo il treno, con il mio amico Pal alla biglietteria (nella versione originale, di carne), e con la platform edge completamente ghiacciata.

Quando sono arrivato in lab il mio collega Toby mi ha detto che da queste parti per tutto l'inverno la rugiada (che in inglese si dice dew) gela e, anche se non si muore di freddo, sembra di essere in mezzo alla neve.
E' piú che chiaro che anche casa sua é stata spostata stanotte ma lui non se n'é accorto, perció ha trovato una balorda quanto improbabile giustificazione scientifica di quello che ha visto...che ingenui questi inglesi!

domenica 6 dicembre 2009

Ma io sono fiero del mio sognare, di questo eterno mio incespicare...

Ultimamente ho avuto modo di parlare con una persona che appartiene al mio passato, e questo mi ha dato modo di rendermi conto che negli ultimi anni sono cambiato moltissimo. Molte delle persone che mi conoscevano, adesso stentano a riconoscermi.
Dopo un periodo travagliato pieno di delusioni, grandi indecisioni risolte non senza riserve, zite abbandonate e abbandonanti, amori intensi nei confronti di immagini illusorie di persone o vite perfette, impegni poco edificanti o poco formativi, sedicenti amiche alla fine poi non tanto speciali, batticuori insulsi e disperati, dubbi profondi, spiragli chiusi, dolci e importanti assestamenti, sedicenti amici con la sindrome della crocerossina, quotidianità stravolta, cambio del metabolismo e fuga oltralpe per fuggire i problemi, immagino che sia abbastanza normale che adesso, guardandomi allo specchio, veda una persona diversa.

Mentre i cambiamenti sono cosa abbastanza normale, però, noto che col tempo ho perso il controllo della mia vita. Probabilmente anni fa la gente mi avrebbe visto come un patetico nerd buonista e fissato, che si opponeva troppo a cose alla fine non poi così importanti, e che si lanciava con tutto se stesso in attività futili.


Ma ci credevo.


Adesso sarò anche cresciuto e maturato, ma la maturità mi ha trasformato in un essere disilluso e privo di entusiasmo (si, me la ricordo la parola, cara lettrice in incognito), seppur prima veniva riposto in stupidaggini. Questa è la mia immagine che scaturisce dopo qualche giorno di pensieri e discussioni con chi mi vuole bene, con chi me ne voleva, ed ovviamente con il vecchio saggio dei Dylan Dog, ultimamente pensieroso di fronte ad un bivio importante.


Sembrerà strano, però, ma queste cose di cui mi rendo conto adesso non mi dispiacciono affatto. Sono un buon punto di partenza per riscoprire il mio entusiasmo ed il mio essere fiero di me stesso e dei miei sogni, per quanto stupidi: una cosa che nel bene o nel male è stata quasi una costante nella mia vita, e che adesso mi rendo conto di avere davvero fretta di reintegrare.


Da oggi si volta pagina. All'indietro.

lunedì 30 novembre 2009

Again in London to increase my self-esteem


Nelle ultime settimane avevo notato come il mio inglese, da quando sono qui, non fosse affatto migliorato. Anzi alle volte mi sembrava addirittura peggiorato!

Per fortuna lo scorso weekend sono andato a Londra! Nulla fu mai piú favorevole per la mia autostima linguistica! Quando la gente parlava, si capiva tutto! Ovviamente qualche "sorry" l'ho sfoggiato con fierezza, ma quel che conta é che ho potuto davvero accorgermi dei miei miglioramenti.


Pertanto ci tengo a ringraziare Alfrizz per l'ospitalitá e per la serata folle, Davide per l'ottimo cinese, ed ovviamente tutta la popolazione londinese per la proprietá di linguaggio!

Maledetto accento di Manchester!!!

martedì 24 novembre 2009

Il mondo é piccolo...

Nonostante da quando sia qui abbia conosciuto tanta gente, alla fine persone che abitualmente frequento a Manchester sono bene o male sempre le stesse, relativamente limitate in numero. Sono principalmente: i miei coinquilini (ovviamente), un gruppo di studenti Erasmus dell'univestitá di Salford (quella dove anch'io lavoro) che ho conosciuto tramite la mia padrona di casa, e Ben, un ragazzo francese conosciuto al corso di salsa.

La popolazione mancuniana conta mezzo milione di unitá secondo alcuni, due milioni per chi considera le periferie (o la contea, o la provincia...non si capisce nulla, visto che ognuna di queste cose si chiama allo stesso modo). In ongi caso, possiamo dire che a Manchester siamo in parecchi, indubbiamente!

Le due affermazioni, seppur sembrino totalmente scorrelate, forse aiuteranno a comprendere meglio la paradossalitá della situazione in cui mi sono trovato sabato sera.
Sono uscito, insieme a Ben, per andare ad incontrare Alex, uno del gruppetto degli Erasmus, che era a cena in centro con due sue amiche. Il ristorante dove cenavano era uno dei miliardi di Nando's che si trovano a Manchester. Appena mi vede, Alex mi dice "ho incontrato una persona che conosci".
Visto che la comitiva era formata da spagnoli, i gestori del ristorante hanno pensato bene di farli servire dal loro cameriere spagnolo, il mio coinquilino Alvaro, per la precisione!
Io sapevo che alvaro lavorava al Nando's, ma non avevo idea che lavorasse proprio in quello lí. In piú ci lavora solo un paio di sere a settimana. Quante probabilita c'erano che succedesse una cosa del genere, visto tra l'altro che i miei amici spagnoli cenano a casa praticamente sempre, e che erano al Nando's perché all'Hard Rock Café non c'era posto?

"Cavolo, che casualitá!", mi son detto "Comunque Alvaro, questo é Ben, un mio amico francese".
Ma Alvaro mi ha risposto: "Ci conosciamo giá...ti ricordi che quando sei venuto a vedere la casa c'era un altro "aspirante" alla tua stanza, che ha visitato la casa il giorno successivo? Era lui."

Ci ho messo una mezzoretta per riprendermi dallo shock!

venerdì 20 novembre 2009

Piccoli salsieri crescono

Continuo a stupirmi ogni giorno di più...non solo mi sono iscritto a ben DUE (e dico due) corsi di salsa, ma oggi ho deciso di passare dal corso beginner a quello advanced! Daltronde, quando uno ha il ritmo nel sangue, cosa volete che siano un paio di crossbody o qualche stupido ladyturn? (nomi inglesi ovviamente...quelli spagnoli sono per i pivelli!) Bisogna passare a qualcosa di più impegnativo!
Anche perchè con il mio amico Ben abbiamo deciso che, succeda quel che succeda, noi il 12 Dicembre andremo al Copacabana, un noto locale salsero mancuniano. E visto che di lavoro ne abbiamo da fare, sarà meglio andare subito sul pesante.

Bene, quindi oggi con questi pensieri ottimisti arrivo alla lezione advanced di salsa, ma mi vengono i brividi quando vedo che quei due pretendevano di insegnarmi questa cosa qui! Un "semplice" crossbody and ladyturn with double turn and cazzabbubbolevariecheilnomeèpiùlungodellafigurastessa.

Ma devo dire che la magia della salsa ha fatto sì che, dopo averla vista eseguita una decina di volte, la figura non sembrasse poi così difficile. E così, tra una bestemmia e l'altra (mia e della mia "follower" di turno) sono riuscito a tirare fuori qualcosa di sensato! Ho addirittura ricevuto i complimenti dell'insegnate, stupita di vedermi così "happy with that" la prima volta che imparavo una cosa di questa complessità!

Che dire...Copacabana, tieniti pronto!!!

venerdì 6 novembre 2009

Could I have a panini, please?

Ci sono cose che non riesco a mandar giú...che proprio non sopporto,e che mi restano come chiodi fissi. Chi mi conosce, o mi conosceva, lo sa.
Al top, naturalmente, ci sono le gelaterie che ti fanno pagare il gelato mentre ce l'hai in mano, e non prima di servirtelo, a cui un giorno dedicheró una discussione apposita, vista l'importanza del problema.

Ma la fissazione che voglio condividere con voi oggi riguarda il modo in cui gli inglesi usano la parola panini. Il suddetto sostantivo é il modo che hanno gli inglesi di indicare la parola italiana "panino".

Si, il singolare. Tanto che il plurale é paninis.

Ora dico io...se ci tenete a tradurre a cazzo dall'italiano dite panino/paninos, ma "paninis" non si puó davvero sentire! Non ha senso! Quando passo davanti ad una paninoteca non posso fare a meno di distogliere lo sguardo...

Sono malato, dottore?

lunedì 2 novembre 2009

Hallowe'en night!

Come preannunciato nella puntata precedente, lo scorso sabato ricorreva la notte di Hallowe'en (si, mi garba scriverlo con l'apostrofo, anche se si puó scrivere anche senza...)!
Il modo in cui gli inglesi vedono questa ricorrenza é un pó singolare. Seppur abbia origini inglesi, Hallowe'en é considerata importante principalmente in USA e Canada, e gli inglesi non la sentono molto come una ricorrenza. Tuttavia la globalizzazione ha rispedito loro una festa che loro stessi avevano inventato, e che si erano portati via oltreoceano.
Perció non si vedono molti bambini che girano per le case chiedendo caramelle con la scorta di uova marce al seguito (anche se qualcuno lo si incontra), ma in compenso le strade sono stracolme di gente mascherata, a partire da una settimana prima! Non c'é pub, ristorante, bar, mensa, negozietto, o altra attivitá commerciale che non sia agghindata a tema ed i cui commessi non siano vestiti da zombie, vampiro, strega o cose cosí. In piú, visto che qui non esiste il carnevale, molta gente approfitta dell'occasione per mascherarsi da quello che gli pare, anche se non ha nulla a che vedere con l'argomento "mortuario". Insomma, anche se non come in America, Hallowe'en ha finito per diventare un evento "sentito" anche qui.

Io non sono mai stato molto attratto da questo genere di cose, ma visto che son qui ho deciso di sfruttare l'unica occasione che avevo, e agghindarmi anche io a dovere!

Sabato mattina, insieme ad alcuni amici spagnoli e cinesi, siamo andati in cerca di un costume per la sera. Ci hanno indicato un posto in centro che da fuori non diceva nulla: una porticina che dá su una scala. Dentro é un negozio di roba alternativa a piú piani con una struttura semilabirintica pieno di roba decisamente assurda! Altro che Camden Town!! Un piano era totalmente dedicato ai costumi di Hallowe'en. Che, tra l'altro, costavano un botto!
Alla fine decidiamo per un sobrio traverstimento da un ibrido spettro/zombie/vampiro come andava tanto di moda quest'anno: una "economica" tunica nera con effetto strappato, un bel pó di cerone bianco in faccia, e sangue finto (venduto nelle comode fialette dall'aspetto molto ospedaliero) un pó ovunque. In piú ho deciso di coronare uno dei miei sogni di bambino e spendere altre 10 sterline per una maschera di gomma integrale (la maschera, non la gomma). Di quelle che dopo 10 minuti non le tolleri piú e te le devi levare! Una sterlina al minuto, insomma.


A grande richiesta, ecco una delle foto della serata

La serata é stata una bolgia totale, locali strapieni e gente in giro per le strade fino a tarda notte. Dopo una sosta in un tranquillo pub un pó fuori mano (dove due o tre persone erano anche vestite normalmente) siamo stati in un locale in centro, simile alla discoteca rock della sera prima. Forse la musica era un pó meno rock, ma la puzza era esattamente identica!

Nella mia personalissima classifica di gradimento dei costumi, sul podio possiamo trovare: Un tizio vestito da Frankenstein che beveva la birra da un apposito bicchiere a forma di mano mozzata e insanguinata, un altro vestito da Dr. Zoidberg, con tanto di chele, ed infine uno vestito come il mitico omino deboluccio, occhialuto e con pantaloncini ascellari della pubblicitá del Mr. Muscolo idraulico gel ("facciamolo usare a chi di muscoli non ne ha").

Come ciliegina sulla torta, son rientrato a casa alle 4 di notte senza un giubotto (che avevo lasciato a casa di amici per non rovinare il mio aspetto spettrale) sotto la pioggia scrosciante.
Ma nei momenti di sconforto pensavo a come doveva passarsela Mr. Muscle sotto la pioggia con la sua canottierina a righe e i pantaloncini, e questo mi dava la forza di continuare...